Ginecologia e ostetricia, carenza di personale e criticità

Scritto da , 8 Dicembre 2019
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di Pina Ferro

Gravi carenze di personale e criticità nei repati di ostetricia e ginecologia dell’ospedal “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno. A chiedere un intervento concreto e, a fare una radiografia della situazione è la Cgil attraverso una nota inviata al commissario straordinario Vincenzo D’Amato, al sub commissario Sanitario Anna Borrelli, al responsabile del Sitra Luigi Memoli, al direttore medico di presidio Angelo Gerbasio. “Spiace dover constatare ancora una volta la grave sottovalutazione della problematica legata alla carenza del personale di comparto assegnato alle strutture di ostetricia e ginecologia”. Si legge nella nota. Le strutture in questione sono dotate di una rooming-in, 3 sale parto ed una sala post- partum – risveglio, un pronto soccorso ostetrico, 2 sale operatorie e due reparti di degenza ostetricia e ginecologia(quest’ultima ha momentaneamente sospeso l’attività). Nella nota la Cgil ha evidenziato che attualmente risultano in servizio 35 unitàche presumibilmente diventeranno 32 nel 2020 per pensionamento; di queste 5 sono esonerate dalla turnazione sulle 24 ore per ragioni legate alle condizioni di salute personali o per motivi familiari, 5 sono assenti per gravidanza/maternitàed infortunio non sostituite. La turnazione sulle 24 ore pertanto viene effettuata da 25 unità. “Le ostetriche sono presenti in tutte le linee di attivita, in collaborazione con ̀ le altre figure di comparto o in forma esclusiva ed in particolare: pronto soccorso ostetrico – circa 25 prestazioni/die – l’unica figura professionale presente è quella 3 ostetriche dal lunedìal venerdì(compatibilmente con congedi per ferie o malattia) e 2 nel fine settimana; ostetricia- (25 posti letto)1 ostetrica per turno h 24; Ginecologia. “Con la riapertura della ginecologia l’unica infermiera presente al rooming-in sarà presumibilmente dislocata in reparto lasciando una sola ostetrica a fronte di una situazione così complessa. Non dovrebbe essere necessario sottolineare gli elementi di criticitàpresenti in questa e nelle altre analoghe situazioni che si verificano nelle diverse linee di attivitàsia rispetto alla sicurezza dei pazienti, sia in ordine alla responsabilitàprofessionale delle operatrici coinvolte. Le infermiere assegnate sono 15 di cui 13 turnanti h 24 e 2 in turno antimeridiano che si occupano della pre-ospedalizzazione, del Gom, del dh per Ivg .Le operatrici socio sanitarie sono 11 di cui 2 a turno fisso( 1 per benefici legge 104 ) e 9 turnanti h 24 che a metàgennaio 2020 diventeranno 8 per 1 pensionamento preceduto da circa 60 giorni di ferie residue”. La situazione non è certamente migliore in sala operatoria. “L’assoluta inadeguatezza del numero di infermieri ha già avuto notevoli ricadute sulle liste di attesa per interventi di elezione a causa del ridotto numero di sedute programmabili, ( numero che nel mese di dicembre si riduce addirittura a 4) e sta creando enormi difficoltà anche per la gestione dell’attivitàdi urgenza”.

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