Gianni Cafaro: «Vi insegno a fare la coda per gli altri»

Scritto da , 5 gennaio 2015
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di Marta Naddei
Giovanni Cafaro è andato ben oltre “l’arte di arrangiarsi” di partenopea tradizione. Ha creato dal nulla una nuova professione, depositandone addirittura il contratto collettivo nazionale e avviando una serie di corsi di formazione.
Giovanni Cafaro, salernitano di nascita e milanese d’adozione, nella vita fa il codista. La sua vicenda è balzata agli onori della cronaca lo scorso anno quando, per le strade di Milano, fu notato un giovanotto che offriva di mettersi in coda per espletare delle commissioni al posto di chi fosse impossibilitato  a farlo o semplicemente non ne avesse voglia, in particolare per pubbliche amministrazioni e aziende. Un’idea che gli balzò in mente in particolare periodo della sua vita, ovvero dopo aver perso il lavoro, e proprio mentre era in fila per pagare un bollettino postale e dopo aver visto decine di facce spazientite attorno a lui. E se di primo acchito, potrebbe sembrare un mestiere piuttosto semplice, Gianni Cafaro assicura che «ci vogliono della competenze, quanto meno nel conoscere la burocrazia e le leggi. Fare la coda per gli altri può essere un lavoro e un servizio quotidiano per chi non ha tempo».
Un’attività tanto inusuale quanto socialmente utili. Per questo, il prossimo mese – il 19 febbraio  dalle 9 alle 17.30 presso il Grand Hotel Salerno – prenderà il via il primo corso per codisti. In realtà, Cafaro è al suo terzo corso – indirizzato a un numero di 20 persone – dopo quelli tenuti a novembre a Milano e a Roma lo scorso mese di dicembre. Un incontro formativo cui seguirà, per due dei corsisti, anche un’assunzione, a seguito di selezione – come già accaduto ad altre due persone nel capoluogo lombardo. In particolare, a Salerno, a dare la propria disponibilità ed a voler usufruire dei servizi dei codisti è stata l’agenzia Remax del dottor Maurizio Basso.
A tenere le lezioni sarà ovviamente lui, il primo codista d’Italia: «E’ il coronamento di un sogno – spiega Cafaro – in primo luogo perché con la creazione ed il deposito del contratto collettivo nazionale, anche i codisti avranno diritti e doveri». Il Ccnl dei codisti è un contratto flessibile, a «chiamata», con sgravi fiscali per le aziende e consente anche l’accesso ad un’assunzione a tempo indeterminato.
Ma come si forma un codista? «All’apparenza – afferma Giovanni Cafaro – può sembrare una cosa piuttosto semplice: mettersi in coda e portare a termine la commissione ma non è così. Io ho alle spalle ormai un anno di esperienza e la metterò a disposizione di coloro che intenderanno intraprendere questa strada. Un codista, infatti, deve essere preparato: deve conoscere la burocrazia e le leggi. Insomma, deve essere in possesso di una serie di nozioni semplici ma specifiche. Poi sarà il campo a parlare. Durante il corso formativo faremo anche delle simulazioni. Il mio compito, dunque, sarà quello di instradare aspiranti codisti. Spiegherò loro quale deve essere l’approccio, basandomi sulla mia esperienza personale». Già, perché in sostanza il rapporto che si instaura tra una pubblica amministrazione, un’azienda ed il codista dovrebbe essere un sostanzialmente fiduciario: «Spesso vengono affidate delle pratiche delicate, vengono consegnati dei soldi, ci vuole grande organizzazione. A me ne sono capitate di cotte e di crude, durante quest’anno perché ogni pubblica amministrazione, ogni impresa, ha le sue richieste ed il suo modo di fare».
Gianni Cafaro è l’emblema di chi, pur essendosi ritrovato senza un’occupazione (lui, laureato in scienze della comunicazione e con un master in organizzazione aziendale e risorse umane, ha perso il lavoro dopo che l’azienda per la quale lavorava ha deciso di trasferirsi all’estero) ha avuto le idee e la forza per risalire la china: «Mi piace l’idea di poter creare occasioni di lavoro. Nel mio piccolo, so benissimo cosa si prova».
Ripartire, dunque, si può e Giovanni Cafaro non avrebbe potuto dimostrarlo meglio.
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