Gerardo Botti: “Ecco la mia cura per far rifiorire Sessa Cilento”

Scritto da , 7 Ottobre 2021
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di Monica De Santis

Eletto con il 53,37% dei consensi il dottor Gerardo Botti, figlio del dottor Pasquale Botti (per 28 anni sindaco di Sessa Cilento) è il nuovo sindaco di Sessa Cilento, suo paese natale dove è tornato da meno di un anno, ovvero da quando è andato in pensione da direttore scientifico dell’istituto Pascale di Napoli. All’indomani della sua elezioni il dottor Botti, commenta così i mesi di campagna elettorale, che proprio facili non sono stati… “E’ stata campagna elettorale molto combattuta, un po’ aspra e devo dire la verità non pensavo, forse perchè mi immaginavo una campagna elettorale tranquilla come è tranquilla la vita che si vive in questi piccoli centri del Cilento, ed invece non è stato così, ho conosciuto un’altra parte dei miei concittadini che non avevo avuto la fortuna di conoscere”. E questo l’ha un po’ delusa oppure le ha fatto capire che a Sessa Cilento si aveva un po’ paura di un cambiamento? “Forse la mia figura ha fatto un po’ paura, perchè abbiamo di fatto lavorato su una lista di programma che ha visto coinvolti molto i giovani. Tra questi due donne molto attive. E forse questo è un fatto insolito, visto che abitualmente le liste che si fanno nei piccoli comuni non sono mai liste pro il paese, ma sono sempre liste che si fanno contro l’uscente e così via”. Ha pesato secondo lei la figura di suo padre nella sua elezione? “Penso proprio di si, anche se di fatto, la mia candidatura è stata un qualcosa che viene da dentro. Questo senso di attaccamento alle origini che aumenta nel corso degli anni. Le dico la verità, quando io studiavo e ho fatto la professione di ricercatore e medico, diceva sempre di interessarmi poco della politica altrimenti mi avrebbe distratto dagli altri obiettivi. Ho deciso quando ho fatto la domanda di preavviso di pensione ed ho scelto di trasferirmi nella mia terra natia”. Parlando ad un medico viene spontaneo chiederle quale sarà la sua cura per Sessa Cilento? “La cura è riassunto in breve ma sostanzioso programma che non si impernea su qualcosa di impossibile da realizzare, ma di fatto sulla valorizzazione dell’esistente. La priorità è comunque quella di risvegliare gli entusiasmi presenti sul territorio che sono un po’ repressi. Altro punto del nostro programma è quello di partire dalle persone intese come singoli individui per raggiungere e condividere insieme le stesse finalità che sono opportunità di sviluppo economico. Quindi lavoreremo molto sul lavoro, sulle attrattive, sulla riscoperta dei beni culturali che possano diventare un volano e attirare turisti. Raforzare il legame tra abitanti, associazioni, terzo settore ed istituzioni. Magari avere questo aspetto consociativo anche con i comuni limitrofi, ai quali ho già bussato ed ho trovato ampio consenso. Condividere con i comuni limitrofi queste modalità di sviluppo sicuramente aiuterà a far crescere non solo il nostro comune, ma tutte le comunità che sono alle falde del Monte Stella. Poi massima attenzione per le famiglie con la creazione di micro nidi e di sostegno alle persone anziane. E soprattutto ascoltare attraverso uno sportello di ascolto e supporto psicologico quelle che sono le vere esigenze, le istanze e le problematiche che possono avere i nostri cittadini”. Insomma c’è tanto da fare? “Non abbiamo pensato a costruire le Torri Gemelle ma a valorizzare l’esistente, il territorio, l’ambiente la riconversione energetica. Questi sono i notri obiettivi, lavorare su quello che abbiamo già, e incentivare i giovani che sono il nostro futuro. Ecco perchè abbiamo pensato anche a degli scambi internazionali finanziati dall’unione Europea che ci permetta di dar loro occasioni importanti”. Si lavorerà anche sulla viabilità? “Soprattutto su quella, siamo in attesa di quei finanziamenti che dovrebbero essere stanziati proprio per i centri come il nostro, che sono negli anni rimasti orfani di un turismo importante perchè mal collegate”. Lei è un medico e conosce bene l’esigenze delle persone. Spesso si è parlato della difficoltà di chi vive nei comuni dell’entroterra cilentano ad avere una buona assistenza medica perchè troppo lontani dai centri più grandi. La sanità sarà in primo piano nel suo mandato? “Penso proprio di si. Perchp attraverso la collaborazione con le associazioni già esistenti abbiamo previsto un servizio di ambulanza attivo 24 ore su 24, che non sia soltando l’ambulanza del nostro comune ma anche dei paesi limitrofi. Dobbiamo poi rafforzare l’assistenza domiciliare per gli anziani. E poi creare un centro diagnostico di prevenzione sul territorio, e di questo ne ho parlato già con il direttore generale dell’Asl di Salerno, che possa essere d’aiuto a tutte le necessità che le persone, soprattutto anziane, hanno bisogno. Poi potenziare, il servizio domiciliare di assistenza medica”

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