Genovese della Uit: blocco delle licenze e fondi per la riconversione

Scritto da , 4 novembre 2018
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di Redazine Cronache

“Abbiamo superato indenni il periodo della Seconda Guerra Mondiale e quello successivo, mai avremmo pensato di trovarci in difficoltà di questi tempi”. E’ emblematico il ragionamento di Pasquale Genovese, presidente dell’Unione Italiana Tabaccai, associazione nata nel 2017 e associata alla Cepi, e titolare di una tabaccheria che inizia la sua attività nel 1878. “Sì, è una delle licenze più antiche del nostro territorio”, rivela con orgoglio. Uit è un’associazione che nasce dal basso e che vuole portare nelle stanze del potere delle legittime rivendicazioni che chiamano in causa la vita di questi piccoli imprenditori e il futuro delle loro famiglie. I giganti dell’associazionismo di settore, Fit e Assotabaccai, mordono invece un po’ il freno. Ma su questo aspetto torneremo. “Il nostro settore, come dimostra quello che sta accadendo a Salerno e in provincia, è in grande crisi – ammette Genovese – questo perché essenzialmente noi, a differenza di altri imprenditori, non abbiamo il controllo sui prezzi dei nostri prodotti principali visto che sono soggetti ad aggi prefissati. Di conseguenza mentre il guadagno sul valore nominale del pacchetto di sigarette è lo stesso ormai da anni i costi fissi e le tasse aumentano mettendo in grande difficoltà le aziende e addirittura costringendo qualche tabaccaio a chiudere i battenti”. Ipotesi impensabile fino a 15 anni fa, visto che la tabaccheria è sempre stata considerata un’attività solida, quasi al pari di una farmacia. “Ecco, se ci agganciamo a questo discorso credo sia possa dire che è giunto il momento di pensare a un blocco delle licenze – dichiara Genovese – perché la torta sta diventando sempre più piccola e abbiamo davvero poco spazio per poter estendere i nostri guadagni”. Aggiungiamo a questo stato di cose che la lotta, pienamente legittima e appoggiata dagli stessi tabaccai, alla ludopatia e al fumo sta colpendo in pratica il core business di queste attività, l’80 per cento almeno del loro reddito, il quadro è completo. “A noi sta benissimo che si decida di tutelare la salute pubblica – ammette il presidente della Uit – perché non vogliamo passare per dei cinici o dei venditori di morte, però allora facciamo come in Francia dove il Governo ha sì aumentato il singolo pacchetto di sigarette fin quasi a 10 euro ma ha pure messo 100 milioni di euro per dare incentivi alle tabaccherie che vogliono riconvertire la loro attività”. La situazione attuale sta invece massacrando i gestori e favorendo il contrabbando “che ha l’effetto di colpire i nostri redditi, mandare in fumo le entrate fiscali dello Stato e mettere a repentaglio ancora di più la salute dei consumatori”, precisa Genovese. Unione Italiana Tabaccai ha una forte connotazione salernitana, visto che qui è un po’ il cuore pulsante dell’associazione, ma in poco tempo ha ricevuto adesioni da tutta Italia e continua a crescere. “Questo perché portiamo all’attenzione delle istituzioni i problemi quotidiani che noi stessi viviamo – dice Genovese – ci confrontiamo con i nostri associati e con la categoria e, lo dico senza polemica, non abbiamo interessi specifici da difendere o affari da curare”.
assemblea nazionale a perugia con tutte le 12 federazioni di categoria.

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