Generoso Galderisi: l’ultima scommessa

Scritto da , 10 maggio 2017
il 2g Group

Abbiamo incontrato l’anima del progetto Embarcadero. Il suo credo: ambizione, valore e passione

 Di OLGA CHIEFFI

Ambizione, valore e passione è la formula magica di Generoso Galderisi. Sua l’idea di far rinascere l’Embarcadero. “Lo dovevamo ai Salernitani – ha affermato l’art director del Galderisi Group – di quel luogo ognuno ha un ricordo: chi s’imbarcava sul battello del Capitano Pompeo Testa, chi giocava a flipper, quanti ancora prendevano il trenino, qualcuno vi ha conosciuto la futura sposa, era necessario ridonare quel luogo della memoria alla città, ma rendendolo centro di uno sviluppo futuro”. Ci è vicino anche l’altro socio Ettore Merola. “Con Generoso facciamo tutto insieme, al punto che se lui accende una sigaretta l’accendo anche io e mi fido ciecamente dei suoi dettami, e insieme abbiamo gettato sul tavolo quest’ultima scommessa, in cui crediamo molto”. “Dall’esterno per quel che si riesce a sbirciare, s’intravvede un albero, piante a cascata, ma l’idea architettonica quale è?” Irrompe l’ architetto Gianluca Calabrese “L’Embarcadero racchiude l’immagine di una nave arenata, invasa dalla vegetazione. Ci siamo rivolti per la “coperta” della nave, realizzata in legno di teak, all’ agronomo e paesaggista Emanuele Bortolotti, vicino all’architetto Stefano Boeri, il quale ha creato per noi una specie di giardino inaspettato con piante mediterranee, che variano dalla lavanda al rosmarino, dal pitosforo al gelsomino, e con sul fronte del mare un albero, un leccio di 60 anni che abbiamo fatto arrivare da Barcellona. Questo leccio, che ha l’età del luogo, rappresenta al contempo la memoria e il futuro, avendolo piantato oggi, nonché l’albero stesso della nave arenata e il punto di riferimento di quanti giungeranno dal mare. Basilare il concept iniziale cui hanno collaborato gli architetti Giancarlo De Angelis e Francesco Stanzione, oltre che l’Ingegnere Giuseppe De Pascale che è stato praticamente il mediatore tra i progettisti e i vincoli del piano urbanistico e paesaggistico. “Il problema dei muridi come è stato risolto?” “Anche per questo ci siamo rivolti a degli specialisti – ha continuato Ettore Merola- risanare l’intero lungomare è impossibile, ma per il tratto dinanzi l’Embarcadero è stato studiato e attuato un programma doc e non se ne vedranno mai più”. “ Ritornerà anche il Capitano, magari – chiude Generoso Galderisi – poiché c’è il progetto di riattivare quel servizio di transfer per Vietri e Cetara. Un’opzione che potrebbe servire anche ad accogliere i clienti che decideranno di raggiungere la struttura dal mare e che, una volta ormeggiate al largo le proprie imbarcazioni, saranno accompagnati a terra con i taxi del mare. Per il resto fruizione, orari, gradimento, decideranno i Salernitani, per loro, nei mesi estivi siamo disposti ad offrire servizi anche full24, sempre incorniciati da buona musica, la cui scelta e programmazione è stata affidata a Giovanna Santucci”.

 

 

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