Genè Andria: «Cirielli non doveva lasciare la Provincia»

 Il viaggio è stato breve. Dovevo raggiungere Giffoni Valle Piana, la riconosciuta patria del Film Festival,  terra  del  saper vivere, dell’accoglienza. Avrei dovuto incontrare uno dei personaggi più in vista della cittadina, Genè Andria, che ha fatto della sua vita un modello di educazione, di signorile comportamento
Mi hanno riconociuto quei pochi che erano in piazza, e non hanno perso tempo a domandarmi : “Come mai di buon mattino a Giffoni ?”. Ad amici di vecchia data non potevo nascondere la verità. Un rapido salto al bar Messico e poi…
Genè Andria, puntuale come non mai, arriva a bordo della sua auto. Una cordialissima stretta di mano, un primo scambio di parole, tutto per far aprire le porte della sua Backer Group Accomodatinc e quelle dello studio. La prima cosa che mi ha colpito, la collezione di quadri, una piccola parte del patrimonio artistico della Banca Andria che qualche  anno addietro suscitò l’interesse di Vittorio Sgarbi, il critico d’arte per eccellenza.
Complimenti…
“E’ il frutto di oltre un secolo di lavoro, da quando furono mossi da mio nonno i primi passi nel mondo della economia, raggiungendo un traguardo di maturità.”
Qualche attimo di pausa, il tempo di poter rispondere alle immancabili telefonate, poi  a bruciapelo gli chiedo del Governo Monti.
“Persona rispettabilissima che è riuscito a fare alcune cose buone ma ha preso delle misure impopolari. Non ha tenuto conto della patrimoniale, che avrebbe evitato tanti sacrifici a pensionati e bisognosi, non ha badato a ridurre la burocrazia che rappresenta il peggior ostacolo per il mondo della produttività.”
Andria, ex parlamentare europeo, già assessore della giunta Cirielli, non si sottrae a certi discorsi. E’ un fiume in piena e non trascura un altro aspetto della politica: “Occorre una buona legge elettorale, con il ritorno alla preferenza. L’elettore deve poter scegliere  il suo rappresentate, non trovarsi di fronte ad una lista dove già si conoscono quelli che andranno alla  Camera o al Senato. Bisogna evitare la sfiducia nella politica.”
E le banche locali, quelle definite piccole?
 “Altro errore averle tolte. Erano la linfa dei territori, sapevano valutare fatti e situazioni, agevolando commercio ed imprenditori, avendo cura del piccolo risparmiatore. Io avrei  alleggerito la burocrazia operativa quotidiana e mi riferisco ai movimenti contanti, alla non trasferibilità degli assegni, che creano oggi un fardello pesantissimo per i piccoli imprenditori.”
Quindi non è così che si combatte l’evasione.
“Esatto. La grande evasione è altrove, basti pensare ai 104 miliardi rientrati con lo scudo fiscale per rendersi conto che rappresentano solo un  ventesimo della cifra depositata fuori dei confini nazionali”
Genè, cosa fare in questo caso?
“Un accordo con la Svizzera per ricevere dati sulle somme depositate seguendo la stessa linea usata dalla Germania e dall’Inghilterra”
Come ho detto Genè Andria è un fiume in piena. Il discorso non poteva non toccare l’Amministrazione Provinciale, quindi la giunta di Edmondo Cirielli.
“Ha fatto cose buone riuscendo a rientrare nel Patto di Stabilità, avendo portato le consulenze, che costavano fior di quattrini, a costo zero, per non dire poi sulla scelta degli eventi. Insomma la Provincia ha contribuito per il Film Festival di Giffoni, per il Ravello Festival e la Mostra Archeologica.”
La parte negativa?
“Il capo del partito è Cirielli. Nelle sue scelte non tutto è filato liscio come l’olio o come ci si aspettava. Prendiamo ad esempio, uno per tutti, il Sindaco Torquato eletto a Nocera . E’ stato sfiduciato, insomma una sorta di sfida al popolo. La risposta a Cirielli è venuta subito dopo: il PDL non è stato votato”
E il turn over degli assessorati?
“Alcuni hanno pagato pesantemente questa decisione, per non parlare poi di Anna Ferrazzano che merita un capitolo a parte. La signora Ferrazzano che era vice presidente di palazzo Sant’Agostino, fu mandata allo sbaraglio contro Vincenzo De Luca nelle ultime elezioni comunali. Nel momento della gratificazione le è stata tolta anche la poltrona che occupava alla Provincia”.
E dell’abbandono di Cirielli?
“Ha ritenuto di lasciare la presidenza, un atto che ha ingannato chi lo ha votato e fatto votare. Le giustificazioni non sono sufficienti. Ultima nota di negatività è che al suo posto subentra uno che non è espressione del voto popolare. Diciamocela tutta: Cirielli avrebbe dovuto lasciare il Parlamento e non nominare un reggente. Ribadisco ancora, doveva rimanere al suo posto”.
Genè Andria riprende il discorso di carattere internazionale ed accenna alla situazione della Grecia e della Spagna, ribadendo che il sistema bancario di quegli stati è in difficoltà, della mancata coesione sociale e di una disoccupazione che in quelle nazioni supera il 25%.
“È vero che il debito pubblico di Grecia e Spagna è inferiore al nostro ma è scarso, a differenza dell’Italia, il risparmio privato”.
Giudizi sintetici, quelli dell’economista Andria, che gode della stima e della simpatia dell’ex ministro Brunetta, ma pieni di concretezza. D’altronde è l’esperienza di Gené a parlare per lui. Ed è di questi uomini, competenti ed attenti ai bisogni della gente, che ha bisogno il Paese e nello specifico la città di Salerno in questi momenti di crisi e difficoltà collettiva. Non sappiamo quali saranno le prospettive future di Andria, sulle quali, anche interrogato, non si sbilancia, ma non è difficile capire che queste sono le persone che i partiti dovrebbero candidare e che certamente gli elettori apprezzerebbero e voterebbero, in un momento in cui l’Italia è avvolta dagli scandali creati da politici disonesti ed arruffoni, che hanno portato l’elettorato alla sfiducia nei partiti.