Gatto, eterno come la sua Salerno

Scritto da , 22 ottobre 2014

«Un modo per far leggere Gatto senza dover aprire un libro». Valeriano Forte, responsabile della Fondazione Alfonso Gatto, lancia un messaggio per i cittadini per vivere al meglio la cultura a Salerno.
Un’idea nata sei mesi fa e che finalmente la Fondazione è riuscita ad attuare grazie al consenso del Comune e al concreto contributo della Centrale del Latte e del Club Rotary. «Il murales è un modo non convenzionale per la commemorazione del poeta salernitano. Questo è un modo per fare cultura e per creare spunti di riflessione sulla poesia, sulla realtà di Salerno e tramite i versi di Gatto è anche un modo per ritornare un po’ bambini».
L’originale iniziativa ha dato colore a quella strada di Salerno che funge da cerniera tra corso Vittorio Emanuele ed il Centro Storico, da considerarsi anche come opportunità di riqualificare la zona delle scalinate di via Velia che, se precedentemente avevano un aspetto anonimo, adesso sono frutto di un pensiero creativo.
Grazie all’originalità di Alice Pasquini, la street artist di fama internazionale che è stata scelta per lasciare su quelle mura l’esplosione della sua creatività, le scalinate dei Mutilati prendono vita in nome del poeta, cogliendo in pochi giorni l’ammirazione da parte dei cittadini creando un via vai che ha dato una nuova vitalità anche economica a via Velia. Un omaggio al grande artista che ha dedicato i suoi pensieri alla sua città natale, una Salerno che egli visse in tutt’altra veste e che ad oggi risulta stravolta dalle novità, dai progetti in corso che potrebbero vederla con l’andare del tempo ancora più evoluta.
Gli immortali versi di alcune delle poesie di Alfonso Gatto – “Girotondo”,  “Ogni uomo è stato un bambino” e “Un consiglio” – sono state impresse sulle gradinate dei Mutilati dall’artista Green Pino.
È un gesto significativo quello di identificare in una maniera del tutto nuova e moderna quel tratto di strada mescolando l’arte e la cultura dando vita ad un impegnativo messaggio per i giovani che si interessano a mantenere alto il lato profondamente culturale della città cercando di non farlo cadere nel dimenticatoio soprattutto fra le nuove generazioni, nel tentativo di coinvolgerle con quest’angolo valorizzato nell’ultima settimana.
«La Fondazione agisce in modo non accademico. Ci sembrava giusto rendere così omaggio ad Alfonso Gatto che fino ad oggi è stato solo citato tramite il viadotto, luogo che – escluso lo spettacolo panoramico – non ci sembrava rendesse giustizia al nome del poeta. Inoltre, è stata una grande soddisfazione vedere l’evoluzione del progetto che finalmente prendeva forma, l’emozione nel vederlo concretizzarsi nel giro di poche ore dopo tanti mesi di organizzazione».
Ma l’impegno di questi artisti non si ferma qui: la Fondazione Alfonso Gatto si muove per la crescita culturale di Salerno anticipando la presenza di quattrocento organizzazioni di poeti del cambiamento provenienti da tutto il mondo che hanno scelto di essere ospiti a Salerno una settimana durante la prossima estate.

Francesca D’Elia

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