Gas per le scuole provinciali, appalto in Procura

Scritto da , 2 aprile 2015
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di Andrea Pellegrino

La Cpl Concordia, l’azienda coinvolta nello scandalo ischitano, oltre ad aver avuto incarichi dal Comune di Cava de’ Tirreni, è la stessa che riscalda tutti gli edifici scolastici gestiti dalla Provincia di Salerno. Tant’è che quest’appalto emerge dalle carte dell’inchiesta condotta dalla Procura di Napoli, ed in particolare dal pm Woodcock, Carrano e Loreto ma che ben presto potrebbe essere oggetto anche di approfondimenti da parte dell’autorità giudiziaria salernitana. Ed anche per l’appalto di Palazzo Sant’Agostino si valuta il coinvolgimento dell’ex deputato Pdl Pasquale Vessa, considerato il “referente politico” della Cpl in provincia di Salerno.

IL FILONE SALERNITANO

Alla Procura di Salerno – che già valuta la variante di Cava de’ Tirreni approvata dal Consiglio comunale per la realizzazione di un impianto fotovoltaico – ora saranno inviati alcuni verbali di interrogatorio nei quali si sostiene che la coop aveva ottenuto due appalti, dalla Provincia e dalla Asl di Salerno, grazie al contributo di Vessa, che dalla Cpl Concordia avrebbe ricevuto in cambio un incarico di consulenza. Ma ci sarebbero anche gli atti acquisiti dalla polizia giudiziaria proprio a Salerno, e proprio a Palazzo Sant’Agostino. Il 25 settembre, infatti, dalla Procura di Napoli arrivano gli uomini della polizia giudiziaria per cercare carte e dichiarazioni negli uffici dell’amministrazione provinciale di Salerno. Al centro c’è l’appalto concesso alla Cns – Consorzio nazionale servizi, poi affidato alla Cpl Concordia (che è parte del Cns), per il riscaldamento delle scuole secondarie della provincia. Gli inquirenti ascoltano Catello Bonadia – dirigente del settore patrimonio scolastico – e Antonio Colucci – capo del servizio impianti tecnologici. Ma è una nota dell’ingegnere Lorenzo Criscuolo (dirigente provinciale) che passa al vaglio della pg. Criscuolo, infatti chiede una relazione sulla congruità dei costi dell’offerta presentata dal Cns pari a 20.655.641,65 euro. L’ingegnere Colucci richiede una nuova offerta al Consorzio che scende a 17 milioni di euro. Un canone di 2.452.649,38 annui per un appalto di sette anni. Nel novembre 2011 la giunta provinciale, all’epoca guidata da Edmondo Cirielli, approva la proposta. Nel corso delle indagini, gli inquirenti fanno notare all’ingegnere Colucci la non convenienza, in termini prettamente economici, essendoci una differenza di 300 mila euro, confrontando l’offerta con i costi di gestione della Provincia di Salerno. Colucci spiega però di ritenere «che ci sia una convenienza in questi termini ovvero si deve tener presente che la Provincia di Salerno gestisce circa 152 edifici scolastici, distribuiti su di un territorio vastissimo, con scarsezza di personale anche qualificato e di mezzi e che quindi diventerebbe oneroso i continui interventi urgenti previa progettazione, perizia, denuncia, affidamento dei lavori stessi e perciò la convenienza va vista in questi termini, attesa la debolezza organizzativa dell’amministrazione in genere, oltre che, come già ho detto, la convenienza di avere impianti non più a gpl o gasolio bensì funzionanti a metano». Quindi secondo l’ingegnere l’offerta era comunque più vantaggiosa in quanto esonerava completamente l’ente da qualsiasi imprevisto si fosse verificato nel corso della gestione annuale e che avrebbero sicuramente comportato un costo superiore rispetto a quello contestato. Una tesi questa ribadita anche dall’architetto Bonadia.

A CAVA GALDI PRECISA

Intanto Marco Galdi smentisce la “visita” dei carabinieri a Palazzo di Città. «Al momento non c’è stato alcun intervento da parte dei carabinieri su mandato della procura antimafia per la vicenda Cpl». Comunque – spiega il sindaco – «c’è serenità tra i membri dell’amministrazione e tra dirigenti e dipendenti e massima disponibilità, qualora dovesse esserci qualsivoglia richiesta, da parte della stessa Procura, di accesso agli atti per acquisire informazioni in merito alla vicenda».

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