Fuitevenne: cartografie teatrali di Antonio Grimaldi

Scritto da , 26 Luglio 2019
image_pdfimage_print

Al via stamane il workshop intensivo del regista e attore presso il Castello del Parco di Nocera Inferiore, che si concluderà il 28 luglio

Di OLGA CHIEFFI

Al via da questa mattina, “Fuitevenne”, un laboratorio intensivo con performance finale rivolto ad attori, cantanti, musicisti, professionisti o allievi che abbiano compiuto i 18 anni di età. Un laboratorio che si propone come una riflessione sul viaggio, sull’evoluzione di esso e del significato attribuito. “Come Ulisse, ci sposteremo – scrive Antonio Grimaldi – portando mente e cuore nella valigia del nostro corpo, provando a sognare, vivere, comprendere e continuare ad immaginare nel caos. Percorreremo nuove strade, nuoteremo in mari profondi o voleremo in alto tra gli spazi infiniti. Useremo le scarpe o gli ombrelli e se questi non saranno utili, ci nasconderemo nei camion, e se ci scopriranno, impareremo nuove lingue. Si delineeranno mappe mai esplorate, si comprenderanno segni diversi, si ammireranno souvenir mai visti prima e forse sulla pelle si avranno nuove cicatrici, tutto questo per ricominciare un nuovo viaggio.”  Le richieste sono chiare e simboliche: una valigia vintage, stracci o indumenti non più indossati, una fotografia di un defunto, una barca giocattolo, una torcia. Per le donne un vestito nero lungo e per gli uomini camicia e pantalone neri. Un paio di scarpe nere. Sarà, però, una cartografia teatrale che sovvertirà le certezze, invece di fissare coordinate precise. Niente è più fluido ed evocativo di un paesaggio che include diverse arti, perché dai suoni, dalle parole, dai gesti, dalle immagini trapelano storie, con la loro densità affettiva e la loro costitutiva eccedenza, rispetto al tempo e ai luoghi. Niente è più vibrante di un corpo fluido, sulle cui rotte avviene la diaspora di ritmi,  lingue, tonalità, incontri: “Un’ infinità di tracce accolte senza beneficio di inventario” scriverebbe Antonio Gramsci, il laboratorio ci convincerà, così, sino allo spettacolo finale che si terrà nel Parco del Castello Fienga,che l’importante non è tanto avere una casa nel mondo, bensì creare un mondo vivibile in cui sentirsi a casa.

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->