Frode mense scuola: anche pomodori cinesi “made in Italy. Le ditte coinvolte

Scritto da , 25 settembre 2015

Le mense coinvolte nell’inchiesta sono quelle delle scuole materne ed elementari di Casalnuovo e Sant’Agnello (Napoli), Montoro Inferiore e Solofra (Avellino), Maiori e Padula. L’ex vicesindaco coinvolto nell’inchiesta è quello di Maiori, Antonio Romano, sottoposto a obbligo di presentazione quotidiana alla Polizia giudiziaria; stessa misura per Marcello Colella e Antonello Negro, dirigenti dei comuni di Solofra, il primo, e di Montoro Inferiore, il secondo. In carcere sono finiti gli imprenditori Antonio e Gennaro Acampora, Nicola, Stefano, Silvio e Simone Summa, responsabili o collegati alle attività delle società Cea Sas di Casalnuovo, Puliedil e Sistesi. Agli arresti domiciliari sono stati posti Raffaele Manna, tecnico della Asl Acerra-Casalnuovo, e i dipendenti della Puliedil/Sistesi Eleonora Pisani, Adriana D’Agostino, Antonio Colucci e Alessandro Nappo. In stato di libertà sono indagati l’assessore al ciclo integrale dei rifiuti del comune di Padula, un dirigente e due dipendenti del comune di Solofra, un dirigente del comune di Montoro Inferiore e un dirigente bancario. Le perquisizioni dei Carabinieri sono state fatte nelle sedi delle società, le abitazioni e gli uffici dei pubblici ufficiali indagati. L’inchiesta – si è saputo dalla Procura – è partita dalla documentazione sequestrata nel corso di un’operazione che, nel luglio 2013, portò all’esecuzione di misure cautelari nei riguardi di sei persone che avevano attuato gli stessi metodi negli appalti pubblici relativi alla refezione dell’ospedale “Cantalupi” di Capri e di mense scolastiche di altri comuni, fra i quali Ischia.Intendevano etichettare confezioni di pomodori provenienti dalla Cina per farle falsamente risultare come prodotte in Italia: è una delle circostanze emerse nell’ambito dell’inchiesta sulle mense scolastiche in Campania che ha portato, all’alba, all’esecuzione di un’ordinanza cautelare con 11 arresti (sei in carcere e cinque ai domiciliari), tre divieti di dimora e tre obblighi di presentazione alla Polizia giudiziaria. Dalle indagini, coordinate dal Procuratore aggiunto Alfonso D’Avino, e dai pm Henry John Woodcock, Celeste Carrano e Giuseppina Loreto, è emerso che il cibo servito nelle mense scolastiche al centro dell’inchiesta era di scadente qualità (in alcuni casi scongelato e ricongelato). E’ capitato talvolta che i bambini si sono sentiti male dopo aver pranzato in mensa a scuola. Tra i destinatari delle misure cautelari vi sono un ex vicesindaco, imprenditori, funzionari e dipendenti di alcuni comuni della Campania e di una Asl. Gli inquirenti hanno anche scoperto episodi di dossieraggio allo scopo di estromettere concorrenti nelle gare di appalto per il conferimento del servizio di refezione. I fatti contestati si riferiscono a un periodo che arriva fino al 2012.

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