Franco Tozza: teatro e teatri a Salerno

Scritto da , 7 aprile 2017

Si conclude questa sera, alle 17, presso il liceo artistico Sabatini-Menna il forum maestri, regia e corpo scenico del XX secolo

Di OLGA CHIEFFI

Questo pomeriggio, alle ore 17,00 presso la sala teatro del liceo artistico Sabatini-Menna di Salerno, ultimo appuntamento di Teatro-Forum 2016-2017, a cura di Pasquale De Cristofaro, di Icra Project e dell’Istituto Sabatini-Menna, con il critico teatrale Franco Tozza che interverrà con una relazione sul Teatro e i teatri salernitani. Un incontro che cercherà di fare il punto sulla situazione delle sale teatrali nella nostra città dal Rinascimento a questa parte, notizie, approfondimenti e curiosità di una lunga storia di teatro a Salerno. E’ questo un preludio alla presentazione ufficiale dell’opera definitiva sul teatro e i teatri a Salerno che il nostro Francesco Tozza sta preparando da oltre quindici anni. Un’opera che sfiora il migliaio di pagine corredata di documenti introvabili, affidata all’editore napoletano D’Auria. “Sarà una disamina – ci ha rivelato il Professore Tozza- sui luoghi degli spettacoli da Rinascimento ad oggi, ma attenzione la nostra riflessione non sarà sul luogo “deputato” che appare solo con l’Illuminismo, nel momento in cui l’attività teatrale vuol essere controllata poiché può liberare le menti, ma sull’attività teatrale in città, il cui studio diventa una vera e propria fenomenologia dell’attività rappresentativa che si allarga, alla storia, alla società, all’economia di Salerno nei vari secoli. Se fino al Settecento i luoghi del teatro erano le corti signorili, a partire da Don Ferrante Principe di Sanseverino, per le rappresentazioni, anche in feste e cerimonie, e le cantine e i luoghi di pubblico intrattenimento, per gli spettacoli degli istrioni, a partire dall’800 con l’istituzione di teatri quali il teatro La Flora, il Politeama, che ospitò le chantose dell’epoca, Elvira Donnarumma e Gilda Mignonette, unitamente al grande Ettore Petrolini, il Savoia, il Real teatro San Matteo, teatro Luciani, trasformato in Kursaal Luciani e quindi nel Metropol, che vide recitare gli Scarpetta, padre e figlio e il giovanissimo Eduardo, l’Augusteo, e le riviste di Macario e la Wandissima, e il teatro Verdi, diviso tra grande lirica e prosa, avremo un quadro più chiaro e documentato della storia del teatro salernitana. Francesco Tozza passerà dalla prosa all’opera, ai concerti, con diverse gemme che sono passate per quella splendida “provinciale” che era Salerno, e che aveva la fortuna di distare soli 50 chilometri da Napoli, a cominciare dalle stagioni della Società del Quartetto che ospitò un appena ventiquattrenne violinista Nathan Milstein, il quale tenne uno dei suoi primi rècital fuori “cortina”, proprio qui a Salerno, una piccola strambata dopo la serata al San Carlo, con il concerto bissato per intero dal primo all’ultimo brano in programma, e ancora per la prosa la prima assoluta de’ “I figli del Sole” di Gorkij al Verdi, il 4 gennaio 1907 allestita dalla compagnia di Italia Vitaliani, cugina della Eleonora Duse, tenuto in cartellone per una settimana, che attirò la stampa nazionale ed estera in città, per non parale dello stellare periodo che va dal 1954 al 1965 che ha visto passare da Salerno i massimi nomi dell’epoca, Gassman, Buazzelli, la compagnia dei Giovani, Albertazzi, sino alla rivoluzione degli anni ’70, che ancora salutavano Salerno come centro ferace di attività teatrale e concertistica.

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