Franco Leo, scrittore nonostante la tetraparesi

Scritto da , 18 Novembre 2012
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Scrive e dipinge premendo con la testa un grande pulsante collegato al computer. In questo modo, Franco Leo, che soffre di  tetraparesi spastica (a causa di un trauma da parto, non può controllare l’uso delle braccia e delle gambe e vive su una sedia a rotelle), ha scritto il suo libro: ”Dio parla al mondo attraverso un disabile”che ha presentato mercoledì sera, nella storica Cappella  del Rosario, affianco alla Chiesa di San Domenico, durante l’incontro organizzato dalle associazioni “Veritatis Splendor” e Comunicazione e Solidarietà” presiedute rispettivamente dal professor Marco Di Matteo e dalla dottoressa Mirella Fuccella. Franco ha difficoltà di linguaggio, solo la mamma e i suoi amici più vicini riescono a comprenderlo. Lui si sforza con la bocca cercando di pronunciare lettera per lettera le parole che ha da dire per esprimere il suo mondo interiore.
Nel libro racconta: «Sono limitato nei movimenti e mi trovo su una sedia a rotelle, ma il mio cervello funziona al 100%. Personalmente nella mia vita ho passato cose belle e brutte, ma anche nelle più piccole cose, ho trovato motivo di grande gioia, perché in tutto c’è sempre Dio che ci dà la forza di superare ogni sofferenza».  Il suo libro nato da un diario costituito dalle lettere scritte da Franco e progressivamente registrate sui file del computer, è un inno alla vita, come ha scritto nella prefazione il professor Alberto Granese. «Con questo libro voglio dimostrare che esiste un modo particolare di vedere un disabile, che non è un uomo “diverso”, inferiore agli altri» ha spiegato Franco. Il cui ricavato delle vendite del libro, servirà a comprare un pulmino con una pedana elettrica:«I miei genitori ormai anziani, non hanno più la forza per sollevarmi ogni volta e mettermi nel vecchio pulmino». Alla presentazione era presente tanta gente: «Ho tanti amici sempre disponibili nei miei confronti: mi accompagnano negli spostamenti o mi danno consigli quando sono in difficoltà. E’ proprio l’amicizia, da donare e da ricevere, il vero amore per un disabile» ha spiegato Franco tramite i suoi amici Matteo Tranchino e Chiara Romano, che spiegano agli altri ciò che dice. «Lo abbiamo accompagnato anche a Lourdes e ad Assisi. Ha una forza di volontà e una voglia di vivere unica» hanno raccontato Matteo e Chiara che hanno anche spiegato il sogno di Franco: «In futuro, vorrebbe  creare un’associazione per  aiutare i bambini malati di tumore». Franco ha due grandi passioni: la scrittura e la pittura «Annuncio Cristo attraverso i miei disegni».
Tra i soggetti che realizza con Claris Cad, c’è la Croce di San Damiano a cui è molto devoto. Secondo i suoi amici salernitani, (lui è nato a Battipaglia, ma vive a Bellizzi), ha un’unica grande pecca: è tifosissimo del Napoli. Su un lato della sua carrozzella ha anche l’adesivo con la “N” che mostra orgoglioso.
Il professor Marco Di Matteo, presidente dell’associazione Veritatis Splendor è rimasto colpito da Franco: «In un mondo dominato dalla tristezza e dall’assenza di gioia di vivere, vedere come un disabile ha trasformato la sua sofferenza in motivo di lode al Signore, è un insegnamento importante perché ci fa capire che anche nelle difficoltà abbiamo la certezza di essere amati infinitamente da Dio». La dottoressa Mirella Fuccella, ha spiegato che l’Associazione Comunicazione e Solidarietà, si occupa di diffondere la cultura della solidarietà «Molte persone disabili hanno voglia di comunicare  il loro disagio o la loro gioia, i loro pensieri. La nostra associazione pubblica il giornale “Educando” che dà voce agli ultimi».
Era presente anche l’insegnante Margherita D’Agostino, che sta aiutando Franco a vendere i libri: «E’ un libro che vi sorprenderà! Franco non si piange addosso, anzi parla della gioia in un modo che ti apre il cuore».  
Grazie al padre domenicano Salvatore Pagano, che insieme a Nino Galdieri  e alla BCC di Aquara ha contribuito alla realizzazione del libro,  ha appreso molte cose: «Sono convinto che sia stato Dio a darmi la forza e la capacità di affrontare e superare ogni difficoltà e accettare la mia croce: la sedia a rotelle».

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