Francesco Faella: “Per ridurre i casi covid bisogna far vaccinare chi non lo è”

Scritto da , 22 Novembre 2021
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di Monica De Santis

Il dottor Francesco Faella e un medico infettivologo, ex primario presso l’ospedale Cotugno di Napoli, richiamato in servizio dall’Asl Napoli 1 per dirigere la conversione in Covid Hospita prima del Loreto Mare e ora del San Giovanni Bosco, è stato a Salerno sabato mattina nell’ambito della cerimonia per la consegna dei Premi della Scuola Medica Salernitana e in quest’occasione ha parlato della situazione Covid in Campania e della quarta ondata che ci impone a dover tenere ancora alta la guardia? “Ho detto più di un mese fa che l’epidemia poteva tornare ad affliggerci nel periodo invernale. E con precisione ho detto che sarebbe stata l’epidemia dei non vaccinati e delle infezioni dei pazienti che hanno avuto una cattiva risposta al vaccino, purtroppo questi sono i più sfortunati. A questi si aggiungono i pazienti di età pediatrica i quali anche se in maniera minore stanno contribuendo a far aumentare i numeri di casi positivi. Per quanto riguarda la soluzione è fuori di dubbio che non abbiamo altra arma in questo momento che quella della vaccinazione. Dal punto di vista terapeutico, cioè del paziente ammalato nei prossimi mesi probabilmente in gennaio, ci saranno quelle molecole di antivirale che sicuramente aiuteranno per controllare la malattia, però il contagio si risolve solamente bloccando il più possibile la circolazione virale e riducendo i pazienti che sono suscettibili ad ammalarsi, ovvero i non vaccinati”. Ma non ci si sta concentrando troppo solo sulla vaccinazione e poco sulla cura? “Purtroppo oggi per quanto riguarda la cura abbiamo solo determinati presidi che sono gli anticorpi monoclonali e questi antivirali diretti. Vorrei che si ponesse attenzione al fatto che in 6 mesi il mondo scientifico è riuscito ad ottenere la possibilità di utilizzo dei vaccini perché le aziende farmaceutiche avevano per altri versi già pronte le tecnologie per fare questi vaccini. Invito invece a considerare che per quanto riguarda gli antivirali diretti, per i quali lo studio è iniziato quando è iniziata l’epidemia e quindi, come dicevo anche prima,  per i primi mesi del 2022 forse saranno pronti ed avremo gli antivirali. Ora ci stiamo concentrando sulla terapia degli ammalati, dobbiamo cercare di non far aumentare il numero di ammalati, è questa la cosa più importante”. A Salerno tra pochi giorni si inaugurano le “Le luci d’artista” crede che un evento del genere possa essere un rischio in un periodo come questo? “Certamente è un pericolo se si lascia che le persone vadano in giro senza mascherina e se si consentono assembramenti. Quindi dobbiamo invitare le persone ad avere del buon senso a tenersi lontani e ad indossare le mascherine. Dobbiamo passare un Natale sereno con le magnifiche luci d’artista di Salerno”.

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