Franceschini: “Napoli merita di continuare a lavorare”

Scritto da , 18 Settembre 2021
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di Monica De Santis

Ore 17,30, puntualissimo arriva davanti a Palazzo città, il ministro alla cultura Dario Franceschini. Ad accoglierlo il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, i deputati Eva Avossa e Piero De Luca, l’assessore alla cultura Antonia Willburger e diversi candidati al consiglio comunale alle prossime amministrative nelle liste a sostegno di Napoli. Il ministro saluta velocemente tutti, per poi incamminarsi verso il teatro Verdi, passando per la villa Comunale, dove ad attenderlo il governatore Vincenzo De Luca il direttore Daniel Oren e l’orchestra e il coro del Teatro Verdi. Prima di entrare il ministro si lascia andare ad alcune considerazioni sul green pass che… “Aiuterà a superare paure e timori. Se vado al cinema, con il Green Pass ci vado più tranquillo. In estate il cinema in Italia non ha mai funzionato, ma vediamo nella stagione autunnale cosa accadrà. Io credo che la gente tornerà in sala”. Sulla capienza di cinema e teatri… “Stiamo lavorando per questo, abbiamo ieri approvato un decreto legge che prevede che entro il 30 settembre ci sarà un parere del comitato scientifico e poi io spero in una misura di allargamento delle capienze perchè, a teatro o al cinema, stando con la mascherina, fermi, seduti, non si mangia, non si parla, mi pare che ci siano le condizioni di sicurezza. Quindi credo che stiamo andando in quella direzione”. Il ministro risponde poi a chi gli chiede cosa si stia facendo per i lavoratori dello spettacolo… “I lavoratori dello spettacolo li stiamo aiutando. Abbiamo fatto molti interventi sul fondo di emergenza, abbiamo introdotto delle tutele che non c’erano e degli ammortizzatori sociali che non c’erano. Stiamo proseguendo. C’è una legge delega in discussione in parlamento. Entro questa legislatura metteremo il sistema in piena tutela”. Ma la visita del Ministro a Salerno, come a Napoli, non è una visita di semplice cortesia, ma una visita di sostegno ai candidati a sindaco alle prossime amministrative… “Le amministrative sono sempre importanti per la scelta del sindaco, per la scelta dell’amministrazione, poi dietro c’è sempre una valutazione politica non trascurabile. Io credo che quando si è amministrato bene si può puntare tranquillamente ad una riconferma. Quando, invece, c’è qualcuno che ha amministrato male, come a Napoli, allora bisogna cambiare”. Salerno è da anni un cantiere di innovazione, di interventi pubblici che hanno funzionato e cambiato il volto della città. Bene proseguire su quella strada”. Di qui poi le sue considerazioni su Salerno, Napoli e le bellezze della Campania… “La Campania è una fucina di meraviglie lo dico senza retorica: non c’è Regione al mondo che abbia un concentrato così alto di storia, cultura, arte, bellezze, archeologia, musica, cucina, mare. Veramente c’è tutto ciò che serve per investire sulla cultura e farla diventare ancora di più un grande attrattore. Il turismo del futuro cerca turismo esperienziale. E qui si può vivere una esperienza straordinaria”. Poi l’ingresso in teatro, dove a fare da Cicerone c’è il Governatore, che mostra al Ministro gli affreschi e i decori del Massimo cittadino. Sul palco Daniel Oren è pronto a dare l’attacco all’esecuzione del “Và Pensiero” tratto dal Nabucco di Giuseppe Verdi. insieme all’orchestra del Verdi, in sala, rimasti tutti in piedi, i componenti del coro del Massimo (che ricordano un po’ la scena al Teatro La Scala di Milano, del celebre film “Sissi, il destino di una principessa”). Al termine è proprio Daniel Oren a portare al Ministro il suo personale saluto e quello di tutti i musicisti e coristi. Il maestro, non perde l’occasione per illustrare al Ministro il lavoro che svolge a Salerno e le opere che in questi anni sono state messe in scena ed ha diretto, elogiando non solo se stesso ma anche i suoi collaboratori “molti dei quali oggi lavorano per importanti teatri internazionali e nazionali” afferma. Tocca poi al sindaco Napoli dare il benvenuto ufficiale a Franceschini nella città di Salerno. Una città, ha detto il primo cittadino, in continuo sviluppo. “Uno sviluppo iniziato quando il Governatore era sindaco e che sta proseguendo ancora oggi”. Il primo cittadino, spiega come al ricco patrimonio storico artistico di Salerno oggi si uniscono le grandi opere che sono state realizzate in questi anni, dalla cittadella giudiziaria, alla stazione marittima, fino ad arrivare a piazza Della Libertà “che sarà inaugurata tra pochissimi giorni, che servono anche come attrattore turistico”. Nessun intervento invece per il Governatore De Luca, che cede subito la parola al Ministro che brevemente spiega come a Salerno vi siano molte delle cose che il paese dovrebbe fare, in primis “investire sulla cultura, e valorizzare i 100 teatri come il Verdi ed il patrimonio diffuso su tutto il territorio, non solo quello di quelle tre o quattro grandi città. Salerno ha dimostrato quanti cambiamenti si possono fare se si investe in cultura, in attività culturali e nel recupero del patrimonio storico e architettonico. Ed anche da questo punto di vista Salerno, ha indicato, con molto anticipo, una strada che deve essere seguita anche da altri nei prossimi anni, rompendo anche qualche tabù. La bellezza delle nostre città è data dalla sovrapposizione degli stili, delle nostre chiese, delle nostre strade, delle nostre piazze. Il Rinascimento che si innesta sul Medioevo, il Barocco che si innesta sul Rinascimento. Gli stili che si sovrappongono, si incrociano, si mescolano rendendo unica la storia del nostro paese, che non ha avuto come gli altri paesi, un periodo di splendore, ma ha avuto uno splendore che dura dall’antica e che prosegue ancora oggi. Allora perchè fermare, come è successo negli ultimi 70 anni, gli innesti di architettura contemporanea, su ciò che ci hanno lasciato le generazioni precedenti? Perchè fermarsi come se fosse un tabù? Colmare i vuoti urbani con architettura contemporanea di grande qualità, di grandi maestri. Proprio come avete fatto qui. Proprio qualche giorno fa ho detto ciò, ed ho suscitato qualche indignazione, ma ne sono convinto, bisogna proseguire su questa strada. Capire che la creatività italiana non è soltanto del passato, capire che anche i grandi maestri del passato sono stati contemporanei. Michelangelo è stato arte contemporanea, Brunelleschi è stato architettura contemporanea. Rossini o Verdi sono stati musica contemporanea, anzì molto spesso erano avanguardia, non venivano capiti perchè erano troppo avanti rispetto agli altri. Perchè fermarci, quando abbiamo un patrimonio straordinario in Italia di giovani talenti e grandi maestri che lasciano il loro segno nel mondo. Non dobbiamo fermarci, dobbiamo proseguire su questa strada e continuare ad investire in cultura e nel turismo, proprio come state facendo voi qui a Salerno”.

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