Forestale: si allarga l’inchiesta

Scritto da , 8 Ottobre 2012
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Sembra allargarsi a macchia d’olio l’inchiesta della Procura a carico degli ufficiali della Forestale Marta Santoro e Antonio Petillo, rispettivamente sovrintendente comandante della Stazione 

del corpo forestale dello Stato di Foce Sele  e sovrintendente comandante della Stazione del corpo forestale dello Stato di Capaccio, finiti nel mirino della Procura che ipotizza la creazione, da parte dei due indagati, di un sistema finalizzato all’imposizione di tangenti in cambio di omessi controlli di natura edilizia. Un altro imprenditore, infatti, ieri si sarebbe presentato presso il Comando provinciale dei carabinieri per sporgere denuncia. Sulla notizia, al momento, vige il massimo riserbo ma sembra che l’uomo abbia ricevuto in passato pressioni dalla coppia. Salirebbero quindi a cinque i casi di concussione ipotizzati a carico dei due coniugi che, questa mattina, assistiti dall’avvocato Antonello Natale, si presenteranno davanti al Gip Renata Sessa per la convalida dell’arresto. Il provvedimento di fermo è stato notificato ai due coniugi l’altra mattina. Rinchiusi attualmente in isolamento nel carcere di Fuorni, la donna sarà presto trasferita nel carcere di Padova ed il marito in quello di Santa Maria Capua Vetere.
Le indagini, condotte dai carabinieri, sono partite alcuni giorni fa in seguito ad una denuncia sporta da alcuni imprenditori che, stanchi di subire, hanno avuto il coraggio di rivolgersi alle forze dell’ordine. E’ stata proprio quella denuncia a portare a galla quello che sembra essere un vero e proprio “sistema” messo in piedi dai due coniugi che, avvalendosi con tutta probabilità di altri pubblici ufficiali – l’inchiesta è ancora alle primissime fasi investigative e sembra pronta ad allargarsi coinvolgendo altre persone – avrebbero per anni “arrotondato” trovando un modo molto più semplice per guadagnare. Gli imprenditori taglieggiati sarebbero stati avvicinati dai due coniugi che, promettendo di chiudere un occhio di fronte ad eventuali irregolarità, si sarebbero fatti consegnare il danaro richiesto rigorosamente in contanti proprio per non lasciare tracce. Le vittime, tutti imprenditori operanti in vari campi nei comuni di Agropoli e di Capaccio, avrebbero subito in silenzio fino alla decisione di rivolgersi ai carabinieri e denunciare l’illecito meccanismo. Le indagini record, messe in atto dai militari, in pochi giorni, sono riuscite a ricostruire il modus operandi dei due coniugi. Numerosi elementi indiziari atti a suffragare la tesi accusatoria sono emersi dalle perquisizioni domiciliari espletate dagli inquirenti che  hanno bussato alle porte di almeno dieci persone perquisendo anche le sedi dei comandi dei due coniugi. (v.dv)

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