Fondovalle Calore: una realtà

Scritto da , 6 Settembre 2014
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di Andrea Pellegrino

La Fondovalle Calore diventerà realtà. Il Consiglio di Stato, infatti, ha dato il via libera all’indispensabile opera di collegamento, ferma da più di tre anni, smontando tutte le tesi che avevano portato alla Soprintendenza di Salerno a non emettere pareri favorevoli. Sostanzialmente i giudici di Palazzo Spada hanno confermato quanto già disposto in primo grado dal Tar di Salerno ed hanno condannato alle spese gli appellanti. Si tratta del Ministero per i beni e le attività culturali, del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e del Comando del Corpo Forestale dello Stato che dovranno risarcire la Provincia di Salerno ed i Comuni di Bellosguardo e Roscigno, sborsando complessivamente 45mila euro. Condannata alle spese anche Italia Nostra (intervenuta da opponendum) che invece dovrà versare tremila euro ad ogni ente (Provincia e Comune di Bellosguardo e Roscigno) trascinato in tribunale. Tre i punti che hanno smontato le tesi della Soprintendenza: per il Consiglio di Stato, infatti, l’opera è stata realizzata nel rispetto delle norme; che non era stato compiuto nessun abuso in materia paesaggistica ed infine che le varianti progettuali apportate in corso d’opera erano state di minima entità e migliorative. «Risultato? L’opera è legittima – ha spiegato l’avvocato Lorenzo Lentini (che ha assistito la Provincia di Salerno nel giudizio) – e dalla parte della Soprintendenza non c’è stata una leale collaborazione, benchè richiesta ed auspicata più volte. Ora c’è l’obbligo della riattivazione del procedimento con la Soprintendenza che dovrà approvare il progetto. Il Consiglio di Stato, tra l’altro, ha anche condannato alle spese gli enti appellanti ed Italia Nostra. Voglio chiarire, per una migliore valutazione del fatto: che stiamo ragionando su 600 metri lineari di area vincolata su un’opera di 4,5 kilometri». Secondo una prima indicazione, i tempi per l’avvio del cantiere, non dovrebbero essere lunghi. Sostanzialmente ora la Soprintendenza dovrà recepire quanto indicato nella sentenza del Consiglio di Stato e riavviare l’iter autorizzativo. Ma la battaglia legale, annuncia il presidente della Provincia di Salerno Antonio Iannone non finirà qui: «Chiederemo i danni – annuncia – perché abbiamo perso tre anni per colpa dei “talebani del vincolo”. La questione si sarebbe potuta concludere a Salerno, quando il Tar ci ha dato inizialmente ragione. Ora penso che il Consiglio di Stato ponga la parola fine con una sentenza che non lascia spazio all’interpretazione: è chiara e detta una linea unica e precisa». Quanto alla Soprintendenza, prosegue Iannone: «Hanno rinunciato alla strada del dialogo. Questo è un atteggiamento assurdo. Il Soprintendente non può essere ostaggio dei funzionari; così come Italia Nostra non può aprire gli occhi per determinate opere e chiuderli per altre. Basta guardare le nostre coste per rendersene conto che si utilizza spesso il metodo di due pesi e due misure». «La Soprintendenza – dice ancora Iannone – ha provocato un danno enorme non solo alla Provincia di Salerno ma a tutte quelle comunità che necessitano di strade di collegamento. Stiamo parlando, infatti, di un’opera pubblica pura che serve per collegare importanti realtà del nostro territorio. Abbiamo impegnato anni per accelerare processi ed oggi avremmo dovuto consegnare l’opera alla cittadinanza e non solo una sentenza». Dall’assessore ai lavori pubblici Attilio Pierro il ringraziamento a quanti hanno lavorato per il completamento dell’opera: «Il mio grazie va all’avvocato Lorenzo Lentini, all’ufficio avvocatura della provincia di Salerno, all’ingegnere Lorenzo Criscuolo e alle amministrazioni locali. Ora si potrà ripartire».

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