Fondi dello Sblocca Italia per salvare località Castelluccio

Scritto da , 11 Marzo 2015
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di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Roma salvi località Castelluccio: si potrebbe sintetizzare così l’accorato appello che Gerlando Iorio, Ada Ferrara e Carlo Picone, membri della commissione straordinaria che regge le sorti dell’azione amministrativa cittadina, hanno rivolto ai vertici di Palazzo Chigi.

In effetti, più che di un appello, si tratta di una risposta ad una domanda arrivata proprio dagli stanzoni romani: era il 18 febbraio del 2015, infatti, quando sulla scrivania di Iorio arrivò “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive”, ossia una nota mediante la quale la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha chiesto agli enti comunali la segnalazione di un intervento prioritario che possa accedere ad un eventuale finanziamento.

I commissari, dunque, si son guardati intorno, e hanno deciso di concentrarsi sulla più celebre collina battipagliese, ossia l’altopiano la cui cima ospita il celebre Castelluccio: dal 2001 a oggi, infatti, il terreno adiacente al castello s’è ritrovato a ospitare svariate tonnellate di rifiuti, finendo addirittura sotto le luci della ribalta nazionale quando, poco meno di un anno fa, l’inviato di “Striscia la Notizia”, Luca Abete, accompagnato dalle telecamere Mediaset, si recò sul posto per mostrare all’Italia intera lo stato di degrado in cui riversa attualmente la zona.

Quattordici anni fa, in effetti, in questa porzione di territorio battipagliese fu realizzato un sito di stoccaggio temporaneo, che avrebbe dovuto tener fronte all’emergenza rifiuti in città – e, ahinoi, in provincia – ospitando un bel po’ di immondizia che all’epoca nessuno voleva.

Se, però, si è parlato di raccolta temporanea, nei fatti si nutrono forti perplessità circa il reale arco temporale in cui le vasche di località Castelluccio hanno effettivamente continuato a ospitare rifiuti: ufficialmente, infatti, il sito di stoccaggio fu utilizzato fino al 2008, ma in verità pare che qualcuno un po’ di pattume sia andato a gettarlo comunque anche negli anni successivi.

Ad ogni modo, il 18 luglio del 2008 – l’ultimo giorno da sindaco dell’ex-primo cittadino Gennaro Barlotti – vide finalmente la luce il “Programma strategico per le compensazioni ambientali nella Regione Campania”, stilato dai vertici di Palazzo Santa Lucia quando il governatore era Antonio Bassolino: i cittadini di Battipaglia presero a sognare la bonifica del sito di stoccaggio, che era stata inserita tra gli interventi di compensazione previsti dal documento; dopo qualche mese, tuttavia, il programma strategico fu dichiarato irrealizzabile per via della proverbialmente italica carenza di fondi.

La bonifica, però, è necessaria: sia chiaro, non v’è alcuna contaminazione delle matrici ambientali, e a conferma di ciò ci sono i risultati delle indagini preliminari e del piano di caratterizzazione, realizzati con i soldi delle casse comunali; eppure, la carenza di una copertura impermeabile comporta altissimi costi di gestione, dal momento che l’infiltrazione dell’acqua piovana porta alla formazione del percolato all’interno delle vasche, e il liquido, naturalmente, va periodicamente rimosso.

A cagion di ciò, l’architetto Angela Costantino e l’ingegner Marcello Malangone, funzionari comunali alle dipendenze del Settore Tecnico e Ambiente, hanno redatto il progetto per la bonifica e la messa in sicurezza del sito di stoccaggio: la spesa complessiva dell’intervento, dunque, dovrebbe ammontare a poco più di 11 milioni.

Ora, però, la palla passa tra le mani di Matteo Renzi e dei suoi uomini: gli 11 milioni di cui Battipaglia ha bisogno per riqualificare l’area antistante il Castelluccio, infatti, dovrebbero essere presi dai 3,9 miliardi di euro che il governo ha stanziato per il decreto-legge n°133 del 2014, ossia il celebre Sblocca Italia. La città del Tusciano, dunque, ha candidato la sua collina del cuore, ma si è ancora ben lungi dal solcare la fatidica via. Tutte le strade, d’altronde, portano a Roma, si sa.

 

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