Fonderie Pisano, partono i primi controlli medici

Scritto da , 27 aprile 2014

di Marta Naddei

Se le Fonderie Pisano inquinano l’aria di Salerno potranno stabilirlo anche le analisi del sangue. Tredici persone – residenti nelle zone immediatamente vicine all’opificio di via dei Greci e dunque tra Fratte e la Valle dell’Irno – saranno le prime a sottoporsi, a partire dalla prossima settimana, ad una serie di controlli del sangue per elevare l’eventuale presenza di tracce di metalli pesanti nell’organismo. Un primo piccolo passo per verificare – dati alla mano – l’effettiva incidenza dell’attività delle Fonderie Pisano sulla salute dei cittadini di diversi comuni del salernitano: un progetto curato dal dottor Francesco Musumeci, rappresentante dell’Isde, in collaborazione con il comitato “Salute e Vita”. «Da lunedì – ha annunciato il dottor Musumeci ieri mattina in occasione della presentazione della rete Ambiente & Salute Salerno – inizieremo con dei controlli del sangue per i primi cittadini della zona, al fine di accertare la presenza di tracce di metalli pesanti». Insomma, se sono dati reali e concreti sulla dannosità della fabbrica per la salute dei cittadini e per l’ambiente che si chiedono per avviare e portare a compimento il processo di delocalizzazione, con i primi esami sulle condizioni di salute dei residenti della zona si prova a dare una spinta alle istituzioni che dovrebbero occuparsi del problema. Anche perché sono state loro e gli enti di controllo competenti, all’unanimità, a rilasciare – nel 2012 – l’Aia (l’Autorizzazione integrata ambientale) alla ditta: «Tutti erano a conoscenza della situazione delle Pisano – afferma il portavoce del comitato “Salute e vita”, Lorenzo Forte – ma hanno rilasciato l’Aia, la cui richiesta da parte della proprietà era giunta anche oltre i termini consentiti. Domani, dalla Regione, ci faranno sapere quando potremo avere un incontro con l’assessore all’Ambiente Giovanni Romano; per quanto riguarda l’Asl di Salerno tra poco ci rivolgeremo a “Chi l’ha visto” che forse potrà aiutarci a trovare il direttore del settore prevenzione da cui attendiamo una convocazione da quasi un mese, mentre il sindaco De Luca ha preso degli impegni che speriamo vengano mantenuti. Quello che ci preme sottolineare è che il nostro è un comitato di cittadini e non ci faremo strumentalizzare da nessuno, soprattutto in questo periodo di campagna elettorale». E chi ha scoperto la verità, la propria condanna, proprio grazie ad una serie di controlli – effettuati dal professor Polverino del Polo oncologico dell’ospedale di Scafati che ha poi stilato un drammatico dossier, in collaborazione proprio con l’Isde – sono stati gli ex lavoratori dell’Isochimica di Avellino. Tra i 330 ex operai della fabbrica che si occupava della scoibentazione delle carrozze dei convogli delle Ferrovie dello Stato, circa 70 provenivano da Salerno e provincia: tra di loro, il 98% è risultato affetto da malattie asbesto correlate, ovvero da patologie ricollegabili all’amianto. Una sostanza che sarebbe presente anche nei pressi delle Fonderie Pisano, anche se in maniera nettamente ridotta Carmine De Sio, in quella fabbrica degli orrori ci ha lavorato ed è stato contagiato dal killer silenzioso: «Mi arrabbio – commenta con grande commozione mista a rabbia – perché non capisco come sia possibile morire per lavorare. Siamo stati condannati perché nessuno ha mai controllato, nessuno si è mai preoccupato delle condizioni in cui eravamo costretti a lavorare. Vorremmo – spiega ancora De Sio – mettere su una associazione che riunisca tutte le vertenze lavorativo-ambientali del nostro territorio, al fine di far sentire la nostra voce». Insomma, che si chiamino Fonderie Pisano o Isochimica o gassificatore di Sarno o impianto sperimentale a biomasse di Serre, la sostanza non cambia: sono quanto di più pericoloso possa esserci per i centri abitati ed i cittadini del territorio salernitano e non.

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