Fonderie Pisano, Marcelli Fiom:”Nessun disastro ambientale provocato”

Scritto da , 28 settembre 2016
marcelli_fonderie

I lavoratori delle Fonderie Pisano di Salerno hanno incontrato il responsabile della Fiom Nazionale Maurizio Marcelli sull’annosa situazione della loro fabbrica, chiusa dalla magistratura soprattutto per reati di tipo ambientale: “Le Fonderie Pisano sono state chiuse per reati di disastro ambientale che a noi risultano quanto mai infondate – tuona Marcelli – Secondo le analisi Arpac non esistono emissioni in atmosfera tali da provocare danni alla salute dei cittadini delle abitazioni limitrofe mentre per la Procura i tumori della zona sono da attribuire solo ed esclusivamente alle Fonderie Pisano. I tempi del trasferimento e costruzione di un nuovo stabilimento in altra zona sono lunghi, ci vorrebbero tre anni, e stare fermi tanto tempo farebbe perdere tutti i clienti, quindi le Fonderie dovrebbero nel frattempo continuare la loro attivita. Siamo sindacalisti e non esperti di industria, ma contattati alcuni esperti abbiamo un piano con le nuove tecnologie per ridurre al minimo o a zero qualunque emissione in atmosfera e siamo pronti ad incontrare Legambiente, Green Peace, Wwf e altre associazioni per verificare la giustezza di tali interventi. Si è pensato alla delocalizzione del sito a Campagna in una zona industriale e non agricola e anche in quel caso verranno seguite tutte le procedure per il rispetto dell’ambiente: la nuova industria che sarà più grande, con tutti i 120 occupati potrà assumere anche altre forze lavoro da prendere proprio tra i residenti del comune stesso dove aprirà la nuova Fonderia. Per ciò che concerne la cassa integrazione può essere concessa in deroga ai lavoratori. Sulla mobilità dei lavoratori stessi i Pisano avevano qualche remora che poi hanno analizzato a fondo ritornando sui propri passi.”

Anselmo Botte della Cgil dice: ‘’I sindacati hanno voluto questo tavolo di incontro al Ministero, mentre per la stampa sembra siamo quasi marginali in questa vicenda. Le domande le ha fatte il sindacato e quindi siamo noi in prima linea.”

Consiglia