Fonderie Pisano, i tanti silenzi delle istituzioni

Scritto da , 9 febbraio 2014

di Francesco Carriero

Le fonderie Pisano emettono nell’atmosfera sostanze nocive e cancerogene, altamente inquinanti, che ledono la salute dei lavoratori e dei cittadini. E’ quanto si legge nel decreto di citazione in giudizio inviato dalla procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno alla proprietà dell’opificio. Alla luce del procedimento penale appena iniziato, tati sono gli interrogativi che sorgono su uno stabilimento industriale che, come dimostrato nel corso delle indagini grazie alle rilevazioni effettuate da vari organi competenti dall’ottobre 2008 al maggio 2011, ha operato senza alcuna autorizzazione che gli permettesse di emettere nell’ambiente sostanze nocive e ad oggi è in possesso dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) senza aver di fatto apportato alcuna miglioria al ciclo di produzione. Questo è uno dei fondamentali quesiti che hanno spinto il comitato cittadino “Salute e Vita” ad interrogarsi sulla reale entità del danno che la città di Salerno quotidianamente subisce a causa delle emissioni della fonderia e dell’inerzia delle istituzioni, che nulla hanno fatto per arginare questo “disastro ambientale”. «I capi d’imputazione elencati nella citazione in giudizio – afferma Lorenzo Forte – confermano quanto noi e gli abitanti di Fratte da anni sosteniamo: la fonderia emette nell’atmosfera sostanza cancerogene, come piombo e cadmio, pericolose per la salute dei residenti e dei lavoratori, nonché altamente inquinanti. Il tutto grazie al mancato intervento delle autorità a tutti i livelli; dal Comune all’Asl, alla Regione Campania che non hanno fatto quanto il loro potere per arginare la situazione, anzi hanno fornito l’Aia alla fonderia. Inoltre per tutto il 2013 mancano i dati dei rilevamenti effettuati dalla centralina di monitoraggio dell’Arpac sita a Fratte. Per questo abbiamo scritto alle autorità competenti al fine di far riparare l’impianto se guasto e di trasmetterci i dati relativi all’anno appena trascorso. Il nostro timore è che la quantità di gas nocivi rilevati abbia superato quotidianamente la soglia consentita». Per il comitato, anche l’essere arrivati ad un processo è una vittoria parziale: «Siamo contenti – continua Forte – che qualcuno abbia finalmente messo nero su bianco, spiegando quali sono le sostanze emesse nell’atmosfera dalle fonderie Pisano e che abbia elencato le omissioni dell’amministrazione in materia ambientale. Adesso speriamo che l’imputato non decida di trincerarsi dietro l’età ed il legittimo impedimento e decida di affrontare il processo».

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