Fonderie Pisano chiuse d’imperio

Scritto da , 22 ottobre 2018
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di Tommaso d’Angelo

Il nuovo rinvio del Tar per decidere sul ricorso dei Pisano sul cambio di destinazione d’uso dell’area industriale di Buccino apre il vero problema politico sul futuro delle Fonderie. Correttamente i giudici hanno dovuto rinviare per integrare la pratica dopo la decisione della Provincia che ha certificato la decisione del Comune di Buccino. Dopo Giffoni, dove addirittura fu firmato un preliminare e Campagna ecco che anche la destinazione di Buccino sembra sfumare. Il problema della delocalizzazione più politico che pratico sembra essere senza soluzione. O meglio: la soluzione che si prospetta è la chiusura dell’opificio. Stante la mancanza della politica di trovare e imporre una soluzione al problema. Una chiusura che avverrà d’imperio ma non da parte della magistratura ma alla fine dalla politica. I Pisano hanno incassato la sentenza della Cassazione che mette fuori gioco la Procura, hanno in mano l’archiviazione della Procura sulle presunte morti dovute ai fumi delle fonderie e in mano uno studio dell’Università Federico Ii di Napoli che dopo attente analisi hanno certificato che la salute degli operai non è stata mai intaccata dal lavoro. Ma l’alternanza di provvedimenti amministrativi conduce verso una soluzione obbligata. Che di fatto mette i Pisano nelle condizioni di dire la chiusura ci è stata imposta. Anche perché la delocalizzazione non significa chiusura immediata, si chiude e si apre altrimenti il pacchetto clienti svanirebbe nei tre anni che servono per la costruzione della nuova fabbrica. Se accade quello che in prospettiva sembra inevitabile chi ne trarrebbe le conseguenze peggiori? Naturalmente le famiglie dei lavoratori ma subirebbe una chiusura del giro di affari anche l’indotto. E si parla di almeno altre 4mila persone che perderebbero lavoro. Ai Pisano resterebbe il piano B, la bonifica dell’area e la riconversione in un progetto con un nuovo investimento residenziale. Tutto già stabilito. Appartamenti, uffici e un’area naturale che si estende in tutta la zona dove ora sorge l’opificio. Quello per la delocalizzazione sarà un investimento di 40-50 milioni. Energie rinnovabili, pannelli fotovoltaici e tanto verde, questo al centro delle idee dei Pisano. All’interno dell’area di trasformazione urbana, ben 34’233 mq sono destinati a residenza e 14’671 mq hanno una destinazione produttiva – si legge nella relazione del nuovo progetto – questo si sviluppa, andando verso Nord, lungo via dei Greci, a partire dall’area dell’ex Mcm. Sul lato sinistro sono disposti, in sequenza, tre modelli di insediamento residenziale tra loro strettamente relazionati: modello a parco semipubblico, posto più a valle, che Sono sei i siti nelle mani dei Pisano. Sul lato destro, sempre nella stessa direzione il progetto prevede un centro commerciale ed una torre di uffici, forte rimando alla ciminiera della vecchia fabbrica. Proprio in questo punto, ai piedi della torre, è prevista la grande piazza moderna di forma trapezoidale, circondata dalle residenze, fulcro dell’intero intervento, dove l’illuminazione pubblica e il verde giocano un ruolo fondamentale. Gran parte della quantità di standards destinato a verde attrezzato, è prevista lungo l’alveo del fiume Irno, per completare il parco attrezzato in fase di realizzazione da parte dell’ Ente Provinciale. Il grande parco sarà dotato di spazi all’aperto per il tempo libero e di aree riservate al gioco dei bambini, con vasche di sabbia e percorsi attrezzati con elementi di seduta e sistemi di illuminazione. La via dei Greci sarà ampliata di 10 ml, compresa la 2° rotatoria da realizzare a nord, per la quale sarà attivato procedura di accordo di programma con il comune di Pellezzano, tutto il progetto è incentrato sul riconoscimento del primato della natura. L’architettura che si propone è un’architettura consapevole che rivela la connessione esistente con altre materie in un quadro globale di correlazioni: il binomio casa/clima è affrontato partendo dall’esigenza di realizzare edifici che funzionino come organismi che autoregolano le proprie prestazioni rispetto all’ambiente esterno, in questo caso attraverso un involucro selettivo in grado di gestire in modo dinamico i flussi di calore ed energia. Le facciate di tutti gli edifici residenziali saranno rivestite in pareti ventilate. Inoltre ampie finestrature di spessore e materiale opportuno, munite di oscuramento automatizzati, permetteranno di sfruttare al meglio la luce e il calore, senza tuttavia disperderne troppo verso l’esterno. La torre di uffici, a forma ellittica, è concepita considerando un orientamento ottimale per catturare tutta la luce solare del giorno. Oltre ai sistemi classici di captazione della radiazione solare nella torre è previsto l’utilizzo dei sistemi solari passivi, ovvero il ricorso alle stesse strutture edilizie per captare, dissipare, accumulare e distribuire in modo controllato l’energia tecnica connessa alla radiazione solare. Materiali isolanti trasparenti, di nuova concezione, permettono ai raggi del sole di riscaldare le pareti e gli ambienti interni e, al tempo stesso, trattengono il calore che verrà immagazzinato nelle strutture e restituito durante la notte. Al centro dell’edificio commerciale sono previsti due serre solari (winter-garden). Sono due spazi a forma libera, separati dall’ambiente esterno mediante pareti vetrate. Il contributo della radiazione solare viene trasformato in energia termica. Il calore viene scambiato attraverso camere d’aria di accumulo realizzate sotto il solaio di calpestio rialzato. L’atrio è completamente illuminato a giorno, sia dalla luce che filtra dalla serra che per mezzo di una rete regolare di punti luce che dal soffitto forniscono luce diffusa, riducendo notevolmente i carichi di illuminazione. Un bel progetto che in meno di un anno, è pronto a decollare sulla pelle di lavoratori e ditte collegate.

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