Foglia diffida il Prefetto: «Si avviino le procedure»

Scritto da , 12 giugno 2015

di Andrea Pellegrino

C’è una diffida al prefetto di Napoli Gerarda Maria Pantalone da parte di dieci consiglieri regionali uscenti, guidati dal presidente del Consiglio regionale Pietro Foglia. Un atto per chiedere al prefetto di Napoli di attivare tutte le procedure necessarie per procedere alla sospensione di Vincenzo De Luca dalla carica di presidente per effetto della legge Severino. I consiglieri hanno ricordato, infatti che «l’invio della comunicazione della sussistenza di una causa di sospensione dell’eletto, già prima della sua proclamazione, costituisce prassi consolidata delle Prefetture, seguita da quella di Napoli anche in occasione delle elezioni regionali del 2010»’. In particolare, gli allora eletti Roberto Conte e Alberico Gambino furono entrambi sospesi dalla carica prima dell’insediamento del nuovo Consiglio regionale proprio in conseguenza della nota del Prefetto. I firmatari della diffida hanno anche ricordato che l’invio della comunicazione da parte del prefetto costituisce «un atto dovuto, da eseguire immediatamente, come sottolineato dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione proprio con riferimento alla Legge Severino». Infine, i consiglieri regionali hanno ritenuto di inviare copia della diffida alla Procura della Repubblica di Napoli’. «Speriamo vivamente che l’ufficio elettorale della Corte d’Appello proceda quanto prima alla proclamazione di Vincenzo De Luca, così da porre fine a questa situazione di incertezza e alle continue dichiarazioni da parte dei membri del Governo sul fatto che per sospendere il neoeletto governatore della Campania bisogna aspettare la proclamazione». Secondo prime indiscrezioni entro la prossima settimana la proclamazione dovrebbe avvenire. Si dice che anche dal Palazzo di Giustizia di Salerno sia partita una comunicazione all’ufficio elettorale centrale per conoscere la data della proclamazione degli eletti. Ed anche Mara Carfagna auspica in un intervento rapido da parte della prefettura di Napoli e del premier Renzi. Ed anche l’ex ministro ricorda i casi Gambino e Conte: «La proclamazione del presidente – aggiunge – infatti avviene prima rispetto a quella degli eletti al consiglio regionale. Nel 2010, ad esempio, Stefano Caldoro fu proclamato il 17 aprile (si era votato il 28 e 29 marzo), gli eletti il 28 aprile. Mentre il Consiglio regionale si è insediato il 12 maggio. Tuttavia i tempi, per la notizia relativa ad una eventuale sospensione degli eletti potrebbero essere accelerati. È già successo. Il prefetto di Napoli potrebbe già avvisare la presidenza del Consiglio che si procederà alla sospensione di Vincenzo De Luca una volta proclamato, come già fece proprio nel 2010 per Conte e Gambino. L’allora primo ministro Silvio Berlusconi firmò la sospensione dei due consiglieri eletti l’8 maggio e tale sospensione fu notificata l’11 maggio, non facendo proprio insediare Conte e Gambino in Consiglio regionale. Auspichiamo dunque che la stessa velocità venga applicata al caso di De Luca, che la Prefettura non si allontani da una prassi consolidata, che Palazzo Chigi non ritardi la firma della sospensione e che il neo Governatore non abusi del tempo che gli verrebbe indebitamente concesso».
Intanto il prossimo appuntamento elettorale con i ballottaggi di domenica pare che abbia congelato le trattative per la composizione della nuova giunta, seppur si punta a chiudere tutte le caselle entro l’inizio della prossima settimana. Ed a proposito di ballottaggi non mancano momenti di frizione tra Vincenzo De Luca e la segreteria regionale del Pd. A quanto pare non sarebbe piaciuta ad Assunta Tartaglione la visita a Pozziello, candidato sindaco “ribelle” di Giugliano da parte di Vincenzo De Luca. Infatti da Pd Campania chiariscono: «E’ stata una scelta autonoma e individuale del presidente della Regione, che nel suo ruolo ha inteso incontrare una categoria di imprenditori insieme con un candidato sindaco. Per quanto riguarda me ed il Pd – aggiunge Tartaglione – la posizione è chiara e netta ed è stata ribadita in una mia lettera. Che vale non per un singolo caso ma per tutti i comuni in cui si svolgono i ballottaggi».

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