Fiscal Compact, la maggioranza dice no. Odg in Consiglio

Scritto da , 27 dicembre 2017

Andrea Pellegrino

«No al Fiscal Compact». L’amministrazione comunale sottoporrà al prossimo Consiglio comunale – convocato per domani – un ordine del giorno per chiedere al Parlamento di dare «un giudizio negativo sugli effetti del trattato di stabilità, coordinamento e governace dell’unione economica e monetaria, ritirando contestualmente l’adesione del nostro Paese al Fiscal Compact». Sostanzialmente, il Consiglio comunale dovrà impegnare il sindaco Enzo Napoli ad inoltrare l’ordine del giorno, e quindi la delibera approvata, alla Camera ed al Senato della Repubblica e all’Anci. Si chiede, inoltre, di «avviare in sede europea, nelle istituzioni e nelle società, una discussione ampia per la revisione e il superamento di tutti i trattati e regolamenti (a partire dal patto di stabilità e dal pareggio di bilancio) che hanno impresso una svolta alle politiche dell’Unione Europea e che hanno scaricato la gran parte delle misure liberiste e di austerità sugli enti locali».

LA CURIOSITA’

Nel testo del deliberato spunta anche il “carico da 90”. Il detto utilizzato nel gergo militare spunta nell’atto che sarà sottoposto all’aula consiliare. «Il Fiscal compact – si legge testualmente – ha aggiunto il “carico da 90” dell’obbligo per gli Stati contraenti di inserire la “regola aurea” del pareggio di bilancio nel proprio diritto interno, “preferibilmente a livello costituzionale”, come l’Italia ha fatto con legge n. 243/2012». Quanto agli enti locali, invece, si sostiene: «gran parte delle misure di austerità sono state in questi anni scaricate sugli enti locali, attraverso il patto di stabilità interno, i tagli ai trasferimenti erariali, i tagli lineari delle spending review, fino a minarne la primaria funzione pubblica e sociale di ente di prossimità per i servizi ai cittadini».

LO SBLOCCADEBITI

A proposito delle misure di austerità gli enti locali hanno beneficiato dello “sbloccadebiti” con un superamento, di fatto, del patto di stabilità. Ciò, al momento, ha portato alla contrazione di mutui per centinaia di migliaia di euro per decine di anni. Tutto a carico dei contribuenti e soprattutto delle generazioni che verranno.

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