Figlio e nuora di un sindacalista assunti, c’è già un precedente

Scritto da , 17 Agosto 2021
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di Erika Noschese

Polemica tra sindacati al Ruggi d’Aragona dopo quanto denunciato, attraverso queste colonne, circa le due borse di studio vinte dal figlio e dalla nuora di un sindacalista. A prendere le distanze da quanto denunciato i sindacati Smi-Fvm e la Fsi Usae. Nello specifico, il dottor Giancarlo Petrosino, dipendente dell’Aou di Salerno in qualità di anestesista-rianimatore e segretario aziendale del sindacato Smi-Fvm sindacato rappresentativo dei medici dipendenti ospedalieri si dice particolare amareggiato: “A nome del mio sindacato e credo, anche a nome di tutti gli altri sindacati e sindacalisti dei medici dipendenti, devo prendere le distanze da un tale, eventuale, cattivo comportamento adottato da questo sindacalista per far nominare il figlio e la nuora come destinatari delle due borse di studio – ha dichiarato il dottor Petrosino – Non è questo il fine del sindacato nè dei sindacalisti e per quanto mi riguarda, mai ho neanche lontanamente pensato di “usare” il sindacato per ottenere vantaggi o privilegi personali e/o familiari e/o economici. L’attività sindacale si fa e deve essere fatta, come servizio nei confronti degli iscritti, a tutela dei diritti sanciti dal Contratto di Lavoro; l’attività sindacale deve tutelare i diritti di tutti e non i propri personali interessi e mai, per quanto mi riguarda, ma credo di poter parlare anche a nome degli altri colleghi degli altri sindacati, il sindacato è stato fonte di privilegi o di vantaggi personali”. Sulla stessa linea anche la Federazione Sindacati Indipendenti Comparto Sanità che prende le distanze da quanto denunciato dissociandosi da ogni eventuale comportamento anomalo adottato per fini personali o familiari, attraverso i segretari Enzo Casola e Giuliana Giuliani. “L’attività sindacale nasce al Servizio dei Lavoratori ed opera a tutela dei diritti sanciti dal Contratto di Lavoro – ha dichiarato il sindacalista – Pertanto, in attesa di fare chiarezza sull’accaduto, resta opinione dei sottoscritti che l’utilizzo di posizioni e ruoli a scopo personale, ove mai accertato, è comportamento antisindacale e come tale estraneo per principio ad ogni forma di tutela dell’attività istituzionale del Sindacato”. Stando a quanto emerge, non è la prima volta che si verifica un episodio simile. Di recente, infatti, altro sindacalista della medesima organizzazione sindacale, ha permesso alla figlia di piazzarsi al primo posto per una borsa di studio. Al momento, dai diretti interessati nessuna replica in merito all’accaduto.

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