Festival del cinema di Salerno: Mario de Cesare accusa

Scritto da , 27 Novembre 2012
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«I tagli alla cultura fanno male al paese» così Mario de Cesare presidente Festival del cinema di Salerno.
Il 24 novembre si è conclusa la 66esima edizione della kermes cinematografica salernitana, a differenza degli anni passati però è stata una rassegna segnata dalla crisi. Drastiche riduzioni della programmazione hanno sconvolto l’assetto della palinsesto dell’edizione: «Il nostro festival è uno dei più antichi in Europa. Dopo il Festival del cinema di Venezia, infatti, ci siamo noi – continua Mario de Cesare – però a causa di scelte del ministero ci sono stati tagliati i fondi».
Privilegiare i festival più importanti non garantendoli per quelli più piccoli, questa la linea del governo: «Le motivazioni della scelta sono da chiedere al ministero, però, da questa loro decisione, sono partiti i tagli anche ad altri livelli: Regione, Provincia e anche Comune hanno smesso di fornirci fondi». Scommettere sulla cultura è sempre un’idea vincente, ma questo non sempre accade: «L’idea di tagliare è sempre sbagliata, a maggior ragione tagliare la cultura che, come disse papa  Giovanni Paolo II, “è il fondamento di un popolo”. Tagliare sulla cultura significa andare ad eliminare il futuro dei giovani e non solo. Proprio per evidenziare questo momento di enorme difficoltà, abbiamo deciso di scegliere come tema portante della rassegna la tematica della crisi economica raccontata attraverso il cinema dal dopoguerra ad oggi, così da evidenziare come nonostante le riduzioni si può riuscire a portare a termine un prodotto che funziona». Far ritornare ai fasti degli anni passati il festival diventa un obiettivo da raggiungere e da realizzare: «Vorremmo ovviamente tornare allo splendore delle edizioni scorse, in cui personaggi dello spettacolo erano ospiti nella nostra kermesse cinematografica, tutti gli attori che hanno calcato il nostro red carpet sono venuti gratuitamente. Quest’anno non è stato possibile avere ospiti, tuttavia per nostra fortuna il Comune, pur non erogandoci la somma che talvolta negli anni scorsi ci forniva, ci ha messo a disposizione dei locali gratuitamente».
Il volontariato motore di una nazione che stenta a ripartire, su questa tematica la conclusione del presidente: «Ormai tutto va avanti grazie ai volontari, a partire dagli ospedali fino anche ai festival, ma questo è un indice che qualcosa non funziona. Uno Stato che funzioni, non può e non deve basarsi sulla forza lavoro gratuita». Il Festival del cinema di Salerno, nonostante la crisi non si ferma, questo il segno dell’edizione appena conclusa.
 

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