Ferrigno: “Ci aspettiamo un settembre nero, terribile”

Scritto da , 4 Agosto 2020
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“Ci aspettiamo un settembre nero, terribile” così Gianfranco Ferrigno presidente del Claai di Salerno parlando della situazione del commercio e del turismo in città e in provincia a tre mesi dopo la riapertura dopo il lockdown. “Purtroppo la situazione al momento non è per niente rosea. Abbiamo una contrazione dei consumi,una limitazione dei movimenti ed un aumento dei costi per le attività. Tutto questo può portare ad una sola cosa, al rischio chiusura per molte attività”. Uno scenario molto drammatico? “Purtroppo non sono io a dirlo, ma gli andamenti negativi del Pil. Al momento siamo a -13 e credo che si arriverà per fine settembre ad un – 15. A meno che non si verifichino controtendenze che al momento non sono prevedibili. Purtroppo in questi mesi di lockdown sono stati fatti interventi a pioggia che hanno dato poco a tutti senza intervenire seriamente sulle vere problematiche del settore. Sono stati interventi insufficienti. Appena la cassa integrazione finirà, si rischia di avere molti licenziamenti. Con le regole che ci sono attualmente, non tutte le aziende potranno pagare gli stipendi ai loro dipendenti e quindi saranno costrette a licenziare nel migliore dei casi, nel peggiore a chiudere”. Sembra però che il settore turismo a Salerno e provincia inizi ad andare meglio? “Solo nei fine settimana. Questo è stato un anno nero per il turismo. E nessuno deve pensare che tutti i problemi si possano risolvere con la prossima stagione. Riuscire a recuperare ciò che si è perso in termini economici non sarà facile. Come dicevo nei fine settimana gli albergatori registrano più presenze, ma queste non bastano. Il problema è che c’è molta insicurezza da parte dei clienti. Oggi i consumatori hanno paura, hanno ragione oppure torto non sta a me dirlo, però in molti hanno paura e quindi preferiscono la gita fuori porta piuttosto che la vacanza di più giorni”. Quindi servono interventi mirati da parte del Governo? “Occorrono grossi interventi strutturali, che al momento non vedo. Serve soprattutto una nuova politica finanziaria. Nuove forme di finanziamento che non debbano passare per le banche tradizionali che non possono sostenere questo tipo di investimenti ad alto rischio. Solo con interventi strutturali allora la situazione potrà riprendersi. Altrimenti si rischia il crollo definitivo di tutto il settore e non solo”. Monica De Santis

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