Ferrari, Rolex e barche coi soldi degli altri. In manette la banda delle carte clonate

Scritto da , 12 Aprile 2019
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di Andrea Pellegrino

C’è anche una Ferrari California cabrio del 2009 del valore di 130mila euro tra il patrimonio sequestrato nell’ambito dell’operazione “Happy days” che ha portato in carcere tre persone. Ci sono imbarcazioni ma anche rolex ed oggetti di pregio, oltre a quote societarie. Una frode da oltre un milione di euro, quella stimata dalla Guardia di Finanza di Salerno che su disposizione della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, ieri mattina, hanno eseguito le tre ordinanze cautelari, denunciando complessivamente 13 persone ed eseguendo diciotto perquisizioni. Il gruppo clonava carte di credito per poi fare acquisti. Un sistema collaudato che prevedeva l’acquisto di codici online o l’acquisizione di dati dagli uffici dell’anagrafe o dagli stessi istituti di credito. Gli indagati dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, indebitoutilizzo e falsificazione di carte di credito e di pagamento, sostituzione dipersona, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e autoriciclaggio. A finire in carcere sono due avellinesi e un salernitano. Il nome dell’operazione,“Happy days”, «allude alla contentezza e alla soddisfazione di poter spendere quei soldi che non erano stati guadagnati», sottolinea il comandante provinciale di Salerno della Guardia di Finanza, il generale Danilo Petrucelli, facendo riferimento alla felicità che non avrebbero nascosto, parlando al telefono mentre erano intercettati, gli indagati. Le indagini sono partite nel 2018 e hanno consentito di individuare il gruppo dedito alla clonazione dicarte di credito, attraverso svariate attività di “phishing telefonico” e di “hackeraggio”, per ottenere fraudolentemente i dati personali e bancari dei titolari delle carte. I dati delle carte di credito venivano anche acquistati ad un prezzo medio di 35 euro per ogni carta, sulla rete illegale nota come“dark web”. Inoltre, per ottenere i dati anagrafici e i numeri di cellulare abbinati alle carte, contattavano anche uffici dell’anagrafe spacciandosi per marescialli dei carabinieri. Le carte di credito clonate venivano poi utilizzateper l’acquisto on-line di beni personali, tra cui anche imbarcazioni o materiale tecnologico. Più frequentemente, acquistavano schede di carburante sui siti internet di diversi gestori, utilizzandole poi per l’acquisto di migliaia di litri di gasolio, per rivenderlo infine a soggetti compiacenti, con sconti anche fino al 50 per cento. Per non essere individuati, in altri casi compravano on-line anche i bitcoin, poi utilizzati per l’acquisto di altra merce su piattaforme di e-commerce, nel più assoluto anonimato. Nel corso delle perquisizioni, inoltre, sono state rinvenute e sequestrate anche due pistole senza matricola che, secondo il procuratore capo di Vallo della Lucania, Antonio Ricci, danno la misura «del livello delinquenziale dei soggetti interessati» perché «tendevano a difendersi, forse ,o anche a fare altro con le armi trovate in possesso”. Ora si cercano i truffati.«Sono migliaia in Italia – spiega Ricci – Ora stiamo cercando di individuarli per consentire loro di costituirsi parte civile o comunque di contribuire alle indagini».

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