Ferrara presidente ma spuntano i franchi tiratori

Scritto da , 29 Luglio 2016
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di Andrea Pellegrino

S’accorcia il tavolo dell’opposizione e s’allunga quello della maggioranza. E’ la prima novità del nuovo Consiglio comunale che si è riunito per la prima volta ieri mattina, dopo un travaglio di oltre un mese per la convalida degli eletti. Tavoli rivestiti in blu per l’occasione, alla prima seduta ne mancano due, uno dell’opposizione, Roberto Celano, che aveva già prenotato la sua vacanza estiva e l’altro, Felice Santoro, esponente della maggioranza, che in “contumacia” sarà eletto, nel corso della seduta all’interno della commissione elettorale. Ad aprire i lavori del primo Consiglio è Mimmo Ventura che nella sua qualità di consigliere anziano – dopo la rinuncia di Sandro Ferrara, per motivi di opportunità politica – siede per qualche minuto sullo scranno più alto dell’Assemblea di Palazzo Guerra. Tavolo a sei per l’opposizione, dunque, con Dante Santoro che nel corso del durissimo intervento di Paky Memoli, un tempo minoranza oggi maggioranza, tende la mano agli scontenti: «C’è sempre posto qui». E a conti fatti, forse per la prima volta durante il periodo deluchiano, si sono contati franchi tiratori e contestatori. Il primo banco di prova è stato l’elezione del presidente del Consiglio comunale, carica che sarà ricoperta da Sandro Ferrara, eletto con ventidue voti. Quattro in meno rispetto alla maggioranza presente in aula (venticinque più il sindaco). E non si esclude che dall’opposizione sia giunto qualche voto a Ferrara che farebbe di conseguenza aumentare il numero dei contestatori in maggioranza. Riepilogando, ventidue voti per Ferrara; uno per Paky Memoli; uno per Dante Santoro; uno per Pietro Stasi; uno per Lambiase; due per D’Alessio (ex presidente del Consiglio); due bianche (almeno uno dell’opposizione ha votato scheda bianca) e una nulla che giunge direttamente da un esponente della maggioranza. Ed i conti non si trovano neppure all’atto dei risultati per l’elezione del vicepresidente del Consiglio comunale. Ventiquattro i voti che sono andati al forzista Peppe Zitarosa che ha conquistato così la seconda poltrona dell’Assise. Due voti in più rispetto perfino al presidente Ferrara. Due voti che secondo un primo calcolo sono riconducibili allo stesso Zitarosa e a Ciro Russomando di Attiva Salerno. A conti fatti il forzista, invece, non avrebbe ricevuto nessun voto dai “compagni” di opposizione che si sono autovotati: un voto a Lambiase; uno a Santoro; uno a Cammarota e quattro bianche. Non fila liscia neppure l’elezione dei membri della commissione elettorale. Qui otto schede vengono annullate per questioni di omonimia ed assenza del nome. Alla fine risultano eletti Felice Santoro, Dante Santoro (per l’opposizione) e Mimmo Ventura. Mancano i capigruppo, non formalizzati per problemi interni alla maggioranza. Campania Libera e Salerno per i Giovani non hanno ancora trovato la loro guida. Il primo gruppo perché quasi composto da tutti gli scontenti di questa consiliatura, il secondo per la reiterata rinuncia di Horace Di Carlo, sempre più sul piede di guerra.

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