Ferraioli, Bottone e Canfora, che lotta per la riconferma

Scritto da , 1 dicembre 2018
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di Redazione Cronache

Cosimo Ferraioli silurato nuovamente rispetto alle sue ambizioni politiche. Al sindaco di Angri non ne va bene una. Eletto in opposizione a Mauri che era sponsorizzato a suo tempo dal governatore della Campania Vincenzo De Luca, ha pensato bene con il tempo di aprire al dialogo con il Pd, l’area politica dalla quale proviene storicamente. Ma l’alleanza elettorale e amministrativa con il centrodestra lo ha alla fine tradito sia a sinistra che a destra. Non voler scegliere ha finito per far sì che nessuno dei leader dei due schieramenti si fidi di lui e così quando in extremis ha tentato di far proporre il suo nome per la candidatura a Presidente della Provincia per il centrodestra, Cirielli ha invece fatto in modo che il candidato fosse Monaco, facendolo prima scegliere a Forza Italia, e poi riconoscendo che tra lui e il sindaco di Campagna c’era un lungo e mai interrotto feeling. Insomma Ferraioli continua a non azzeccarne una e mentre in queste ore si organizza per studiare come fare per entrare quanto meno in Consiglio provinciale, Forza Italia candida alla Provincia il suo consigliere comunale Giuseppe Ariaudo. E così Ferraioli è fregato. Ora, a meno che non voglia far cadere anticipatamente la sua Amministrazione dovrà anche applaudire alla scelta, pena l’uscita degli Azzurri dalla maggioranza e la sua rovinosa caduta. Insomma nonostante quando era all’opposizione di Mauri Ferraioli faceva credere di avere la bacchetta magica per risolvere tutti i problemi di Angri, il sindaco è riuscito anche a far rimpiangere il suo predecessore. E ce ne voleva di impegno! Un’opera ciclopica ma che a Ferraioli è riuscita perfettamente. Anche tra gli altri sindaci dell’Agro sembra isolato. Quelli del Pd non si fidano di lui fino in fondo. Quelli del centrodestra idem. E alle prossime elezioni l’ingegnere dovrà ancora guidare una lista civica ammesso che riesca a riconfermarsi primo cittadino. Né lui ad Angri, né Bottone a Pagani sembrano aver dimostrato di assicurarsi il secondo mandato. Anche a Sarno Canfora non sembra sereno e se vincerà, come molti ritengono, lo dovrà più che ai suoi meriti di amministratore alle tante divisioni interne al centrodestra e all’evanescenza dei grillini sarnesi che nonostante esprimano una parlamentare sul territorio sono assenti tra la gente comune. Non è un caso che a tenere banco siano invece i sindaci dei piccoli comuni che hanno la possibilità di radicarsi meglio tra i cittadini e gestiscono territori con minori criticità. Strianese a San Valentino Torio e la lady di ferro Paola Lanzara a Castel San Giorgio possibile neo consigliere provinciale. A Scafati è tutto un rebus perché nessuno sa chi saranno i candidati a sindaco anche se sembra farsi strada, nel centrodestra, la candidatura di Guglielmo D’Aniello, rispettato medico anestesista dello “Scarlato” ma principalmente un amministratore che ruppe con Aliberti ancor prima che il sindaco fosse investito dal ciclone giudiziario. Uno che non solo vede con anticipo le cose, ma che gode della stima e della vicinanza di molti ambienti del centrodestra.

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