Felice Marotta, commozione ed assoluzione

Scritto da , 19 febbraio 2016

Ha gli occhi lucidi Felice Marotta. Il suo legale, Paolo Carbone, gli ha appena comunicato l’assoluzione, con formula piena, da parte dei giudici della Corte d’Appello del Tribunale. Nessun commento ma l’espressione dice più di qualsiasi parola. L’ex presidente dell’Asi  era stato condannato in primo grado per falso per luna vicenda legata all’assegnazione di un suolo in area industriale alla concessionaria Autosantoro. Nove mesi la pena stabilita dai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Salerno.  Assolti dai giudici della Corte d’Appello anche l’imprenditore Gabriele Santoro, il geometra Raffaele Caserta e il dirigente dell’ufficio tecnico Angelo Mascolo. Assolti l’architetto Maria Rosaria Cascone, che aveva eseguito i rilievi sui terreni oggetto del contenzioso, e gli allora membri del consiglio direttivo Marco Petillo, Anna Maria Prete, Antonio Ferraro e Gaetano Lupi. Tutti erano stati condannati a nove mesi di reclusione (pena sospesa). L’inchiesta fu coordinata dal pubblico ministero Antonio Cantarella.  I reati vanno dall’abuso d’ufficio al falso ideologico. Sotto accusa un decreto di esproprio datato 3 dicembre 2008, con cui si sottrasse i suoli all’imprenditore Orlando Di Napoli (che ha presentato l’esposto e si è costituito parte civile) per assegnarli alla confinante Autosantoro. Quell’atto, che sanzionava con la revoca dell’assegnazione la mancata apertura dell’azienda di Di Napoli, non avrebbe però verificato che Santoro ottemperasse al requisito di aver realizzato sul suo terreno un opificio industriale e non un mero salone espositivo. Per questo i giudici hanno emesso la pronuncia di condanna, ritenendo insufficienti a concretizzare un’attività di carattere industriale le fatture dell’officina allegate dal difensore di Santoro, Antonio Fasolino. A Di Napoli, assistito dagli avvocati Granieri e Giovanni Chiarito, è stato riconosciuto il diritto al risarcimento del danno, che sarà quantificato con un altro procedimento in sede civile. Ieri la decisione dei giudici della Corte d’Appello del Tribunale di Salerno. Una vicenda che ha profondamente segnato l’ex presidente dell’Asi che ha accolto la sentenza come una liberazione.

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