Federica Garofalo trionfa a “Italia medievale”

Scritto da , 28 Settembre 2021
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di Vincenzo Leone

Federica Garofalo, classe ’86, Salernitana. Vincitrice di uno dei tre premi speciali (sezione editoria), del direttivo “Italia medievale” (per info visitare, www.italiamedievale.org). Passione smisurata per il medioevo e studio matto e disperato. Questa è la combinazione perfetta, per poter viaggiare indietro nel tempo. Raccontando di “Italia medievale”, le parole di Federica. “Italia medievale è un’associazione che si occupa di valorizzazione del patrimonio storico e artistico del medioevo. Partecipando alla manifestazione, ho ricevuto uno dei tre premi speciali del direttivo. Vengono premiate cinque categorie. Istituzione, multimediale, artigiani, gruppi storici ed editoria, il mio settore. Il direttivo ha deciso di conferire uno dei tre premi speciali al mio libro, Mulieres Salernitanae. Io mi definisco medievista, per vocazione. Una rievocatrice per passione e una narratrice di storie per vocazione. Il libro è stato lo sbocco, quasi diretto, dei miei studi universitari, quando entrata nel percorso di beni culturali con l’intenzione di seguire il percorso dell’archeologia classica, mi imbatto invece nel medioevo. Scopro, leggendo e studiando, un medioevo che era tutt’altro rispetto a quello che avevo conosciuto nella scuola dell’obbligo. Un’epoca per niente buia, ma molto ricca di pensiero e storie. Un periodo pieno di sorprese, soprattutto cose, che l’uomo moderno non si aspetterebbe. Decido, quindi, di dare veste narrativa a quanto avevo scoperto sulle donne, che in quel periodo, non erano affatto svalutate come crediamo, ma godevano di un raggio d’azione più ampio anche in ambito decisionale”. Quella della “Mulieres”, è una figura molto particolare. Puoi parlarcene? “Essendo salernitana, ho studiato approfonditamente la storia della scuola medica, anche per quanto riguarda il mio ruolo nella rievocazione storica. Impersonando io stessa il medico, ho letto molto e mi sono documentata sull’argomento. Nel 2016, ho scritto un articolo riguardante le mie scoperte sulle donne medico, intitolato mediche tra Salerno ed Europa. Mulieres salernitanae, Il mio racconto, diviso in sei episodi, narra le vicende di donne medico, dal 1084 al 1422. Sei puntate della stessa storia”. Prossimamente ci saranno nuove iniziative? “Al momento, lavoro al mio secondo romanzo, questa volta ambientato nell’antichità romana, di cui non voglio anticipare niente. Parlando invece di rievocazione storica, voglio sottolineare che quest’ultima, ricopre un ruolo fondamentale. Quello che intendo, come dicono gli inglesi, concerne nel living history, dove la storia prende vita, mediante la ricostruzione in maniera scientifica, di quello che riguarda il passato. Faccio parte del gruppo di rievocazione storica, gens langobardorum, legato al gruppo archeologico salernitano, partecipando ad eventi anche qui a Salerno per tre anni di seguito, al tempio di Pomona. In previsione ce ne solo altri ma non voglio svelare niente”. Quali sono i tuoi consigli per chi volesse avvicinarsi a questo mondo? “Per avvicinarsi a questo mondo, bisogna accantonare i pregiudizi. Perché le sorprese che emergono, possono essere tante. La cosa più interessante, è poter viaggiare nel tempo, ma la volontà di studiare deve essere incessante”.

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