Favorì i Casalesi negli appalti del Comune di Battipaglia: ai domiciliari il sindaco Giovanni Santomauro

Scritto da , 8 maggio 2013

Il sindaco di Battipaglia, Giovanni Santomauro agli arresti domiciliari. L’accusa, per il primo cittadino della città capofila della Piana del Sele, è quella di aver favorito ditte legate al clan camorristo dei Casalesi in alcuni appalti banditi dal Comune. L’operazione fatta di arresti, sequestri e perquisizioni a carico di personaggi politici locali, imprenditori e dipendenti di amministrazioni pubbliche è ancora in corso da parte della Dia di Salerno, Napoli, Firenze e Bologna in Campania, Emilia Romagna, Marche e Toscana. I reati ipotizzati sono turbativa d’asta aggravata dalla finalità mafiosa, concussione, corruzione di pubblico ufficiale, abuso d’ufficio e interposizione fittizia di beni. E’ in corso anche il sequestro di un’azienda edile del valore di un milione di euro.

Il sindaco di Battipaglia, Giovanni Santomauro è stato posto agli arresti domiciliari per appalti banditi dal Comune e ottenuti da ditte legate al clan camorristico dei Casalesi.

Nell’operazione scattata all’alba, la Dia di Salerno gli ha notificato un’ordinanza per turbativa d’asta, concussione aggravata e abuso d’ufficio.

Il provvedimento, insieme agli altri in corso di esecuzione e notifica da parte della Dia di Salerno, sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Salerno, su richiesta della Dda di Salerno, al termine di indagini condotte dalla Dia salernitana su appalti che ditte legate al clan dei Casalesi hanno ottenuto – secondo l’accusa – in maniera illecita dal Comune di Battipaglia. Tra le persone finite in carcere vi è Nicola Madonna, imprenditore ritenuto dagli investigatori contiguo al clan dei Casalesi. Secondo i risultati delle indagini, attraverso una ditta intestata a un prestanome avrebbe ottenuto dal sindaco di Battipaglia appalti pubblici per oltre cinque milioni di euro.

Madonna – sempre stando all’accusa – avrebbe fatto ricorso a un prestanome perché il fratello Michelangelo è colpito da un’interdittiva antimafia della Prefettura di Caserta. All’operazione scattata all’alba, denominata Alma, oltre alla Dia di Salerno, Napoli, Firenze e Bologna, partecipano i Carabinieri dei comandi provinciali di Salerno, Caserta, Avellino e l’Aquila.

 

8 maggio 2013

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