Fasano: «Non è possibile invocare Mara per ogni problema a Salerno: qui ci siamo noi»

Scritto da , 16 giugno 2017
di Andrea Pellegrino
Oggi è il giorno di Carfagna, Gasparri e Brunetta, i big di Forza Italia invitati a chiudere la scuola di formazione politica di Cava de’ Tirreni. Ma i leader si ritroveranno al centro di aspre polemiche e di un partito provinciale dove ormai vige il “tutti contro tutti”. Colpa degli ultimi dati elettorali e del risultato di Nocera Inferiore, dove la lista di Forza Italia non è riuscita neppure a strappare un seggio. E la polemica potrebbe travolgere direttamente l’appuntamento di stasera a Cava de’ Tirreni. Sul ruolo della Carfagna è Enzo Fasano (coordinatore provinciale di Forza Italia), che forse per la prima volta, chiarisce: «E’ un dirigente nazionale ed è portavoce di Forza Italia alla Camera dei deputati. Ha i genitori a Salerno e torna spesso in città ma non è possibile invocare lei per ogni problema a Salerno: qui ci siamo noi, con i nostri limiti e le nostre capacità e ci assumiamo la responsabilità dei risultati, sia positivi sia negativi».
Ma Carfagna o no, lo scontro interno è ai massimi livelli. A finire sotto attacco è l’ala che fa riferimento a Lello Ciccone, Gregorio Fiscina ed al consigliere comunale di Salerno Peppe Zitarosa. Il primo a sferrare l’attacco è il senatore Franco Cardiello che, nell’ammettere il suo coinvolgimento nella stesura della lista a Nocera Inferiore (“ho dato il mio contributo in termini di mere candidature di servizio. Conoscono tutti la mia ampia disponibilità, quando in gioco c’è il nostro partito”), non risparmia la polemica: «Meraviglia l’affondo dell’avvocato Ciccone, il quale insieme all’ex consigliere provinciale Fiscina e al senatore Fasano, ha svolto il ruolo di supervisore delle liste in tutti i comuni». Per poi rilanciare: «Ora guardiamo a Capaccio Paestum». «Per quanto concerne il sottoscritto – rincara Cardiello – vorrei ricordare ai “nostri amici” che l’unico incarico ricoperto in occasione delle ultime elezioni comunali riguarda la città di Capaccio-Paestum, dove il candidato appoggiato dal partito è arrivato alballottaggio contro il volere di qualcuno che aveva il dovere di vigilare sulla composizione delle liste».
Partire dai territori, l’appello e la strada che indica Roberto Celano. «Il rilancio di Forza Italia, intercettando il “vento” favorevole, passa per l’impegno sui territori della classe dirigente e deve essere l’obiettivo di tutti. Ben vengano le riunioni degliorgani di partito, sovente richieste da chi, poi, si assenta sistematicamente, per confrontarsi e rinvenire soluzioni. Del resto anche prima delle amministrative si è riunito il direttivo provinciale e piu’ volte, presso lo studio dell’avv. Ciccone, il Comitatoristretto a tre costituito dal Segretario provinciale, dal consigliere provinciale e dallo stesso responsabile dell’organizzazione, cui pure il direttivo aveva delegato la responsabilità delle elezioni amministrative. E’ auspicio di tutti che lo si faccia ancora.
La priorità è però potenziare Forza Italia sui territori, ripartendo dalla rete degli amministratori che sono con noi e dai tanti amici nuovi eletti. Penso a quelli di Serre, a quelli di Roccapiemonte o di Castel San Giorgio, ancora a quelli di Giffoni ed ai tanti altri che si riconoscono nei valori di Forza Italia».
Senso di responsabilità, invoca, invece Gaetano Amatruda: «Le difficoltà non si superano con la logica dell’inquinamento dei pozzi. Sbaglia chi immagina che la soluzione sia da trovare solo in una riunione degli organi interni o nella sostituzione di qualche casella. È vecchia politica. Le riunioni arriveranno ma non saranno risolutive se mancherà il progetto. Servono idee e coraggio. Soprattutto qui ed oggi. Una chiara scelta di campo contro il sistema di potere deluchiano. Troppi diventano timidi con la denuncia di un sistema di potere che condiziona la città, la provincia. Troppi chiudono gli occhi, anche in casa nostra, contro chi usa le Istituzioni per compare consenso e condizionare amministratori. Chi oggi chiede riunioni e riflessioni inizi a produrre idee ed una politica vera di opposizione al sistema De Luca. Vale per ognuno di noi ed in particolare per il nostro consigliere Giuseppe Zitarosa». Consigliere, quest’ultimo, che finisce anche nel mirino di Gigi Casciello: «Invoca direttivi ma mi risulta non abbia quasi mai partecipato. Richiesta sorprendente, inoltre: credevo che Zitarosa avesse lasciato Forza Italia alla luce del suo costante sostegno all’Amministrazione comunale di Salerno a guida Pd».
Infine Antonio Roscia, commissario dimissionario di Forza Italia di Nocera Inferiore: «A Nocera abbiamo fatto quello che potevamo, quello che tutti (o quasi tutti) potevano fare. La lista era debole, certo: ma era una lista di Forza Italia, quella Forza Italia che prima non c’era a Nocera, quella dove avevano messo mano tanti prima di me dal 2012 ad oggi e non mi pare che avessero raggiunto nulla se non abbandoni: io ho tenuto duro, costasse quello che costasse». «Non ci giriamo intorno – prosegue – ho perso io. E quando una nave affonda, il capitano affonda con la nave. Oggi termina il mio impegno politico: devo pensare al mio lavoro ed alla mia famiglia e non conosco il mio futuro politico quale sarà».
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