Falsi certificati agli stranieri: Mazzini rischia il processo

Scritto da , 29 febbraio 2016

Falsi certificati per far votare gli stranieri alle primarie del Pd. Richiesta di rinvio a giudizio per Giuseppe Mazzini, dirigente dell’Ufficio anagrafe del Comune di Eboli, arresto nel marzo scorso e scarcerato ad ottobrem che ha occupato questo incarico fino allo scorso 28 febbraio è stato arrestato con l’accusa di aver prodotto falsi certificati di residenza per stranieri per farli votare alle primarie del Pd. Nell’articolata inchiesta è coinvolto  anche Emanuele Valletta,  dell’ex “Camping Miceli”. L’uomo, 35 anni, era stato già arrestato per una truffa all’Enel e per sfruttamento di stranieri nell’aprile dello scorso anno. Tra gli indagati ci sarebbe anche un noto dirigente del Pd provinciale. Nell’ordinanza, di circa 150 pagine, si sostiene che Mazzini, con Valletta e il rumeno Liviu Baldjiar,  portava voti alle primarie Pd regionali e nazionali in cambio di certificati di residenza falsi per far lavorare le donne rumene nei campi. “Si, non ti preoccupare, abbiamo distribuito il facsimile di San Matteo”. Dicevano al telefono due degli indagati.  Dove per “San Matteo” era da intendersi una persona sola: Renzi, capo del governo e segretario Pd. Ad uno dei capi del telefono c’era un rumeno che si premurava di rassicurare sulla fedeltà di certi gruppi di connazionali alla causa del Pd il responsabile dell’anagrafe del comune di Eboli, Giuseppe Mazzini, (difeso dall’avvocato Giovanni Santimone) l’uomo chiave secondo gli inquirenti di questa maxi inchiesta su un’associazione a delinquere. Rischiano di finire a giudizio anche diversi stranieri (rumeni e qualche maghrebino). Tra questi  Liviu Boldijar, Monica Livia Romocea,Octavian Florin Erdei,  Elena David, Said Bougataya, Tariq Ounaissi Laaza El Khadir. L’udienza preliminare, davanti al Gup De Luca, è fissata per aprile. Nel collegio difensivo, tra gli altri, l’avvocato Rosario Fiore. 

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