Ex Vitologatti, la Commissione frena e rimanda alla Soprintendenza

Scritto da , 29 settembre 2017

Nulla di fatto per il progetto “Vitologatti” in commissione urbanistica. La palla, infatti, passa nuovamente alla Soprintendenza di Salerno che, a detta dei consiglieri comunali, componenti della commissione, dovrà esprimersi sulle integrazioni presentate dalla nuova proprietà. La Soprintendenza, fino ad ora, aveva approvato il progetto attraverso un silenzio – assenso, non motivando, dunque, secondo la commissione, un vero e proprio parere positivo. Inoltre, sempre i consiglieri comunali, hanno chiesto, durante la seduta di ieri mattina, di rivedere le “altezze” dei due fabbricati indicati nel progetto. Insomma, i tempi si allungano e quasi certamente l’esame del progetto di riqualificazione dello stabilimento salterà la prossima seduta consiliare, prevista per metà ottobre. La vicenda era stata già affrontata nei mesi scorsi dalla commissione urbanistica ma era stata poi rinviata dal Consiglio comunale per ulteriori approfondimenti. Poi da parte della proprietà sono giunte, all’attenzione degli uffici e ieri della commissione presieduta da Luca Sorrentino, le integrazioni al progetto per il rilascio del permesso di costruire per realizzare appartamenti. Nella relazione, Marco Grandino aveva precisato, in particolare che “il Consiglio comunale deve attenersi solo alla valutazione della Convenzione atta a regolamentare i rapporti tra la Società e la pubblica amministrazione, sia in merito allarealizzazione e cessione degli standard, sia in merito alla vendita convenzionata degli immobili destinati ad edilizia residenziale sociale”. Dunque: “Nessun giudizio estetico e qualitativo deve attenere all’organo deliberativo. Il passaggio in Commissione urbanistica e l’eventuale parere del Consiglio comunale, sempre se necessario, potrà e dovrà attendere alle opere di urbanizzazione e alla corretta gestione dell’Ers”. Quanto alla riqualificazione, l’amministratore della società ha precisato: “La posizione del fabbricato oggetto di ricostruzione non incide assolutamente nei rapporti visivi più importati dei fabbricati presenti e circostanti”. Ma ora sarà la Soprintendenza a doversi nuovamente esprimersi. (andpell)

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