Ex Vitologatti, il silenzio assenso della Soprintendenza di Salerno

Scritto da , 11 maggio 2017

 

di Andrea Pellegrino

Il solito silenzio assenso della Soprintendenza avrebbe dato il via libera al nuovo progetto dell’area ex Vitologatti. Nel 2015 la pratica sarebbe approdata alla Soprintendenza, all’attenzione dell’architetto Giovanni Villani. Da lì, così come accaduto per il Crescent, i termini sarebbero scaduti, consolidando così il via libera all’intervento attraverso il silenzio assenso dell’organo soprintendizio. Secondo il progetto si prevede la realizzazione di un palazzone dove un tempo sorgeva lo stabilimento industriale che a sua volta era ubicato su area termale con tanto di sorgente. La procedura utilizzata dovrebbe essere quella del “piano case”, con il conseguente aumento di volumetria, rispetto all’attuale, del venti per cento. Ma a vista pare che il palazzone superi di gran lunga i tre piani attualmente esistenti nell’area di Fratte. Il progetto è curato dalla Filippi srl e commissionato dall’ultimo acquirente: un commercialista di Polla, Marco Grandino, che ha comprato dal tribunale fallimentare l’intero complesso. Ma, intanto, si muovono comitati e cittadini a difesa dello stabilimento industriale e contro l’ennesima colata di cemento che investirà la città di Salerno. «Un’altra speculazione – dice Gianpaolo Lambiase, consigliere comunale – non c’è viabilità, non ci sono servizi, non ci sono trasporti. Si costruiscono case che non servono a nessuno. Tutto questo cemento sarà un danno irreparabile il territorio». Anche il consigliere comunale Dante Santoro, contesta il nuovo progetto: «Il club degli amici del cemento colpisce ancora. Il sacco di Salerno va oltre il limite: solo palazzi, zero servizi».

 

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