Ex sacerdote si consolava con la lucciola che vendeva la figlia

Scritto da , 2 febbraio 2017

Pina Ferro

Un ex sacerdote tra i clienti della lucciola arrestata l’altra mattina con l’accusa di induzione alla prostituizione della figlia di appena 12 anni.
La donna 31enne di Pontecagnano, questa mattina sarà sentita dal Gup Stefano Berni Canani nel carcere di Avellino dove è stata rinchiusa insieme all’altra figlia di 3 mesi.
L’ex sacerdote in questione è il 47enne al quale la donna ha estorto, a più riprese, ed a piccole dosi, la somma di 4000 euro per mantenere il silenzio sui loro incontri di sesso a pagamento.
L’uomo che un tempo indossava l’abito talare si era avicinato pian piano alla lucciola alla quale aveva confidato di avere problemi con la moglie. Un rapporto, quello coniugale, che pare si stesse pian piano disgregando tra incomprensioni e routine. La 31enne non solo ha raccolto lo sfogo del 47enne ma ha anche provveduto, dietro pagamento, a farlo rilassare e, a non pensare a quanto stava vivendo tra le quattro mura domestiche. Sesso a pagamento per tenere i pensieri lontani. Poi anche questo rapporto tra l’ex sacerdote e la lucciola ha cominciato a vacillare. Lei che chiedeva soldi. Lui che talvolta non li aveva.
Gli inviti di lei: <Vieni e porta quello che hai>. E, alla minaccia di una denuncia, da parte del 47enne, la 31enne senza scomporsi ha minacciato di far vedere alla moglie del “cliente” un video registrato durante la loro prima volta. Video ovviamente inesistente. E, poi ha rincarato la dose affermando che avrebbe anche comunciato alla consorte del 47enne che lui era il padre della sua bimba di tre mesi. Cosa falsa anche questa. Sotto minaccia l’ex sacerdote ha pian piano sborsato varie somme di denaro per un totale di 4000 euro. Poi finalmente è arrivata la denuncia.
Quindi la 31enne oltre ad essere accusata di organizzare incontri sessuali alla figlia con un 80enne deve rispondere anche di estorsione.
Sull’intera vicenda, ed in particolare sull’induzione da parte della donna alla prostituzione è intervenuta Imma Vietri (Fdi -An) la quale ha chiesto pene esemplari per chi commette tali atrocità. “La storia della dodicenne di Pontecagnano costretta dalla madre a prostituirsi per cinque euro è raccapricciante e lascia senza parole”. Ha dichiarato Imma Vietri, coordinatore del Dipartimento Tutela delle Vittime di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale della Campania.
“La vicenda – spiega – riporta la nostra mente ad un’altra dolorosa storia consumatasi nei mesi scorsi a Castel San Giorgio, dove ancora una volta la vittima è un’adolescente “venduta” dalla madre”.
“Non ci stancheremo mai di ripeterlo – sottolinea Imma Vietri -. Occorrono pene esemplari per queste atrocità senza senso, contro natura. Nessuno sconto di pena, nessuna attenuante per la pseudo madre e maggiore prevenzione e tutela dei casi di prostituzione da parte dei competenti organi regionali. La mercificazione dei minori è inaccettabile e deve essere contrastata con uno sforzo congiunto di tutte le Istituzioni. Gli abusi sui minori sono intollerabili. È arrivato il momento di intervenire e di punire chi li commette, mettendoli nelle condizioni di non poterli più fare nel corso della vita”.

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