Ex Pennitalia, la proprietà è decisa: a Salerno si chiude

Scritto da , 15 febbraio 2013
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Nessun passo indietro. Lo stabilimento Agc glass di Salerno, la storica Pennitalia, resta chiuso. Non è servita nemmeno la mediazione del Ministero del Lavoro a far cambiare idea ai vertici della multinazionale giapponese che lo scorso 23 gennaio ha deciso di chiudere in maniera lo stabilimento salernitano. La fabbrica di produzione e lavorazione del vetro della zona industriale non rientra più nei piani della casa madre: il mercato italiano non tira più ed in particolar modo al Sud l’offerta è praticamente nulla. Così come nulle sono, a parere del management dell’Agc Glass, le possibilità che possa esserci un miglioramento della situazione da qui a cinque anni. Punto, quest’ultimo, su cui battevano fortemente i sindacati e le rappresentanze dein lavoratori giunti ieri a Roma al fine di convincere la società a rivedere la propria netta posizione. Ma sembra che l’amministrazione delegato di Agc Glass Italia e il direttore di stabilimento abbiano la capacità di prevedere il futuro a lungo termine. Il Ministero, nel corso dei prossimi dieci giorni, provvederà a mettersi in contatto direttamente con i responsabili nipponici della multinazionale per stabilire così un nuovo incontr e tentare di giocare l’ultima carta per sbrogliare la matassa.
Unico spiraglio aperto nel corso del confronto ministeriale da parte dei vertici aziendali è stato quello relativo alla disponibilità dell’applicazione della cassa integrazione straordinaria “per chiusura”. La cassa integrazione ordinaria infatti scadrà, per i 150 lavoratori dell’ex Pennitalia, il prossimo 17 marzo.
E ieri mattina, con la fiammella della speranza ancora accesa, i dipendenti dello stabilimento hanno presidiato lo spazio antistante la Prefettura di Salerno in attesa di notizie che arrivassero da Roma. Per l’occasione è stato anche consegnato un documento al Prefetto di Salerno nel quale viene ripercorsa la storia che ha portato all chiusura dello stabilimento salernitano, spiegando punto per punto le ragioni portate dall’azienda e le istanze dei lavoratori stessi che ricordano come «con la chiusura di Salerno – si legge nel documento – si lascia tutto il sud Italia ad un solo produttore di vetro che, a fronte di una ripresa del mercato e dell’economia, non riuscirebbe a coprire tutte le richieste del sud Italia». I lavoratori, nel loro documento, sottolineano come «tutti gli indicatori prevedono una ripresa, anche se debole, a partire dal 2014».
Un grido disperato, di rabbia, di esasperazione, frutto di quella che gli ormai ex dipendenti di Pennitalia giudicano una ingiustizia. «I lavoratori – si legge ancora nel documento – e le famiglie che rimangono senza lavoro e senza reddito, tra diretti ed indiretti, sono più di 300. Attualmente già molti lavoratori di aziende legate alla nostra produzione hanno perso il lavoro, i dipendenti della Pigliacelli Salerno (trasporti materie prime), la Tucame (carpenteria metallica), Meccanica Melillo Pontecagnano (manutenzione meccanica). Sono coinvolte anche l’azienda Sol di Salerno (produzione ossigeno), la Smet trasporti (autotrasporti), Loser (logistica), la Clean paking di Giffoni Valle Piana (servizi) e la Sibelco Italia di Frosinone (fornitrice di materie prime). Si denota un completo disinteressamento della multinazionale a rimanere sul territorio di Salerno, nessuna volontà di attivare strumenti propedeutici, in attesa del riavvio dell’attività o anche effettuare una riconversione. La chiusura di Salerno rischia di innescare un effetto domino su tutti gli stabilimenti Agc d’Italia con perdita di 750 posti di lavoro»:
Gli operai, ora, sono in assemblea permanente presso la stabilimento della zona industriale e vi rimarranno fino alla nuova convocazione ministeriale.

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