Ex detenuti, una finestra sul futuro. Parte un progetto ASL guidato dal dottor Zarrillo

Scritto da , 24 ottobre 2015
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Recupero sociale, inserimento in un circuito lavorativo, controllo degli impulsi: sono queste le principali direttrici, ma non certo le uniche, che ispirano un ambizioso e lodevole progetto dell’UOSM (Unità Operativa di Salute Mentale) dell’ASL, rivolto agli ex detenuti. Il direttore della struttura, lo psichiatra Antonio Zarrillo, annuncia l’imminente avvio dell’iniziativa con evidente soddisfazione.

“Finora – spiega – le attenzioni di recupero sono state spesso rivolte ad alcolisti e ludopatici. Per gli ex detenuti o soggetti sottoposti a misure di sicurezza o agli arresti domiciliari si fa abbastanza al Nord, molto poco al Sud. In Piemonte, ma soprattutto a Trieste, sono state messe in campo azioni di grande efficacia, capaci di determinare un recupero completo ed un effettivo reinserimento. Ora ci proviamo molto convinti noi. Ecco perché siamo pronti a dar vita ad un progetto sperimentale di psicoterapia di gruppo che, muovendo i primi passi con la necessaria cautela, punti ad un raggio d’azione molto più ampio ed incisivo”.

Sarà la psicologa Annamaria Di Genio a guidare la pattuglia di operatori che in un primo momento agirà su un numero massimo di sette soggetti. Il progetto, a scadenza annuale, si snoderà attraverso una serie di incontri a cadenza settimanale della durata compresa tra le due e le tre ore.

La specificità dell’iniziativa impone delle scelte operative che si discostano da quelle adottate nei confronti di individui affetti da dipendenze, come sono appunto alcolisti e ludopatici o, se vogliamo, tabagisti. La partecipazione agli incontri degli ex detenuti, che presentino problematiche psicologiche, dovrà essere ovviamente autorizzata dalla magistratura, chiamata, con le forze dell’ordine, ad agire in stretta collaborazione con gli operatori sanitari. Il carattere sperimentale suggerisce per ora di limitarsi a sette partecipazioni.

Ma l’UOSM non si ferma a questo unico piano di reinserimento sociale, che in ogni caso richiede molteplici sforzi affinchè centri l’obiettivo. L’equipe guidata dal dottor Zarrillo è vicinissima anche all’apertura di un laboratorio di arterapia per adolescenti, prevista per la metà di dicembre. Se ne occuperà in prima persona l’operatrice Rosita Iervolino, che si avvarrà della collaborazione della sua collega Silvana Ruggia e delle assistenti sociali Cinzia Covone e Anna Salzano. La nascita di questo laboratorio sarà possibile grazie alla sensibilità dimostrata dal commissario ASL dottor Antonio Postiglione e dal dottor Giovanni Russo, i quali hanno assicurato ampia e convinta disponibilità. Importante e fattiva è stata anche la sollecitazione del dottor Walter di Munzio, capo dipartimento della Salute Mentale.

“E’ in corso di allestimento – svela infine il dottor Zarrillo – un centro di ascolto per famiglie in difficoltà, La sede sarà allestita nei locali di corso Garibaldi”.

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