Europee, Addesso: «C’è bisogno di più Europa. Nostra politica interna ci indebolisce»

Scritto da , 24 Aprile 2019
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di Andrea Bignardi

Raffaello Addesso, battipagliese, è uno dei candidati salernitani nella lista di più Europa che concorrerà alle prossime elezioni del 26 maggio. Imprenditore nel settore della distribuzione all’ingrosso di prodotti elettronici, da oltre un decennio impegnato attivamente in politica nel mondo centrista e moderato, insieme al presidente del consiglio comunale di Pellezzano Alessandra Senatore e all’amalfitana Lucia Manciero tenterà la scalata al parlamento europeo. “Sfida la corrente” è il motto degli europeisti, che punteranno molto sul territorio salernitano – anche grazie all’alleanza stretta con il Psi guidato a livello nazionale da Enzo Maraio – considerando la nostra provincia un terreno di sfida chiave per l’approdo a Bruxelles. Raffaele, come mai ha deciso di metterci la faccia per la prossima missione elettorale di Più Europa? «Mi candido affinché possa dare un contributo a più Europa che possa consentire al partito di andare ben oltre la soglia del 4%. Il nostro obiettivo sarà quello di contrastare le forze populiste e sovraniste che si stanno contraddistinguendo per una pessima politica di governo oltre che per misure strutturali che contribuiscono esclusivamente a danneggiare l’economia. Credo che il parlamento europeo sia ad oggi l’unica struttura che può realmente dare una svolta alle politiche economiche del Sud dell’Europa e a questo paese in particolare affinché non vi sia esclusivamente una spinta assistenzialista ma che ponga le basi di un rinnovamento reale dell’Unione». Per rinnovare la Comunità Europea, quindi, non si può cedere alla tentazione di ridurre il peso specifico delle istituzioni comunitarie? «No, assolutamente. La soluzione non può e non deve essere quella di mirare a “meno” Europa. Non si possono sminuire le funzioni del parlamento europeo, della Commissione e di tutte le istituzioni che guidano la nostra comunità». L’avanzata delle forze euroscettiche – che sono tuttavia profondamente divise tra di loro – fa pensare a un Parlamento europeo senza una maggioranza ben definita. Cosa farà PiùEuropa affinché questo rischio possa essere scongiurato? «Sì, c’è la possibilità concreta che i popolari ed i socialisti insieme non riescano a conseguire una maggioranza per governare l’Europa. Servirà il contributo dell’Alde, alleanza dei liberali e democratici europei, che è il gruppo parlamentare cui aderisce il mio partito». Quali saranno le priorità che si porrà qualora dovesse essere eletto? «Innanzitutto sia a livello individuale che partitico mi porrò l’obiettivo di abolire il diritto di veto che blocca l’Europa da vent’anni, con la possibilità da parte di ogni singolo paese membro, di bloccare decisioni della Comunità per interessi meramente nazionali. Occorrerà poi rafforzare la squadra dei commissari europei riducendone il numero, in modo da rafforzare la governance europea». Quali sono le politiche di questo governo che ritiene inopportune? «Sicuramente la politica economica in deficit non rafforza la nostra posizione nazionale rispetto alla Comunità europea. Anche la politica migratoria è dannosa. Siamo i primi a voler difendere i confini, ma non lo si può fare con le modalità proposte dal ministro degli interni matteo Salvini. Non dobbiamo difendere i confini italiani, ma quelli europei di cui l’italia è protagonista». Secondo lei, i populismi avranno vita lunga? «Credo che queste forze politiche si stiano progressivamente sgonfiando: dopo i toni propagandistici sulla onestà e sull’economia non solo abbiamo visto un numero crescente di esponenti delle forze che ad oggi governano finiti sotto indagine ma inoltre non si sono viste misure che abbiano effettivamente comportato un miglioramento del benessere nel nostro paese. L’italia ha bisogno di un cambiamento reale e concreto: non si può più attendere».

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