ErreTeatro fa grande il teatro salernitano

di Monica De Santis e Olga Chieffi

Il pipistrello di Mutaverso Teatro, il camaleonte di Teatri in blu, che tuffa la sua coda in acqua assorbendone gli intensi colori, sono i simboli dei progetti più amati di Erre Teatro, firmati da Vincenzo Albano, che da oramai dieci anni ha scagliato una pietra nella morta gora debordante dei “maestri”, “registi”, “attori” “maitre à penser” del teatro salernitano e non solo. Erre Teatro ha finalmente ricevuto il riconoscimento del Mibac, ovvero di rientrare nella prestigiosa graduatoria del Fus, un marchio importante, che potrà apporre sui suoi progetti e che lo stacca nettamente da quella palude, in cui fino ad oggi Vincenzo ha dovuto lottare per essere riconosciuto ed affermarsi. Lo abbiamo incontrato a qualche giorno dalla importante comunicazione, che rende felice l’intero mondo del teatro salernitano. “Avendo maturato negli anni tutti i requisiti per partecipare al Fondo Unico per lo Spettacolo, la scorsa primavera, quando sono stati riaperti i termini (perchè passati tre anni) per la presentazione delle domande, ho deciso di partecipare, scegliendo il capitolo dedicato ai Festival di Teatro, che in qualche modo mi sembrava il più idoneo a raccontare l’attività svolta in questi anni dall’Associazione Erre Teatro sia a Salerno con Mutaverso che a Cetara con Teatri in Blu”. In Campania siete in quattro ad essere rientrati in questa prestigiosa graduatoria? “Esatto, è rientrata la mia associazione Erre Teatro, poi Virus Teatrali che opera ad Afragola, Manovalanza con sede legale a Cava dei Tirreni ma che, in realtà, opera a Napoli e l’Associazione Culturale Michelangelo di Napoli” Quindi il riconoscimento ottenuto dal Ministero va a Erre Teatro per le sue attività? “Si, è stata Erre Teatro ad essere attenzionata per le attività che svolge, che poi queste si declinino con Mutaverso o Teatri in Blu cambia poco. L’importante è che sia arrivato questo riconoscimento. Giunto inoltre, a ridosso del 2022 quando la nostra associazione compirà i suoi primi 10 anni di attività lavorativa”. Ora però si deve guardare avanti? “Ovviamente questo riconoscimento apre nuove prospettive e nuovi dialoghi. Ricevere il marchio del Ministero della Cultura non è cosa scontata. Ci è stata data una nuova macchina da guidare in autostrada e dobbiamo imparare a farlo e diventare sempre più bravi. Perchè ora che siamo entrati in questa classifica, dobbiamo anche rimanerci e per fare questo dobbiamo continuare a lavorare con passione, professionalità e continuare a far crescere le due manifestazioni. E’ scontato che Mutaverso è il progetto che principalmente porto avanti. E’ senza dubbio quello che rappresenta di più l’attività che svolge Erre Teatro, per la quale è nata. Per quanto devo dire che anche Teatri in Blu sta crescendo e sta maturando molto offrendo degli sviluppi molto interessanti”. Per accedere a questo riconoscimento avete dovuto presentare un dossier che illustri la vostra attività? “Si, un dossier sulle attività svolte e su quanto abbiamo prodotto nel 2021. Ci è stato assegnato un punteggio sul progetto artistico realizzato negli anni addietro e su quanto proposto nel 2021. Dopo di che siamo stati valutati positivamente per la qualità della direzione artistica, la qualità professionale del personale artistico e degli artisti ospitati, la qualità del progetto, la rilevanza internazionale degli artisti, l’innovazione dei progetti, la loro multidisciplinarietà, gli interventi di educazione e promozione verso il pubblico, la valorizzazione della creatività emergente, lo sviluppo della domanda, i luoghi di impatto turistico, gli accordi di partenariato con operatori pubblici e privati del turismo e del patrimonio, la continuità pluriennale, i partnerariati e le convenzioni con gli enti locali, le strategie di comunicazione, l’integrazione con strutture e attività del sistema culturale, lo sviluppo, la creazione e la partecipazione a reti nazionali ed internazionali. Tutti questi parametri valutati positivamente ci hanno permesso di avere, come detto, un punteggio molto alto che ci ha permesso alla fine di entrare in questa graduatoria”. Questo riconoscimento ottenuto da Vincenzo Albano offre ancora un altro insegnamento, un’altra speranza, poiché è stato ottenuto senza alcuno appoggio, personaggio importante, conoscenza, senza mai aggobbire, stendendo collo e mani, dinanzi alle porte chiuse del potente di turno, senza cercare alcuna scorciatoia. Questo “marchio” ottenuto col duro lavoro, “rischiando” in prima persona, poiché l’arte è rischio, è simbolo della specchiata onestà intellettuale ed estetica di Vincenzo Albano, racchiusa e finalizzata alla più assoluta devozione nei confronti dell’Arte, che porteranno lui e noi a crescere nel segno del Teatro.