Ernesto Sica “sposa” la Lega di Salvini: «In Forza Italia nessun dialogo»

Scritto da , 7 maggio 2018
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Brigida Vicinanza

Anche Ernesto Sica abbandona la nave “Forza Italia” per approdare su nuovi lidi. Un porto sicuro quello scelto dal sindaco in carica di Pontecagnano, che proprio ieri è entrato a far parte della Lega, abbracciando il progetto di Matteo Salvini. È il primo sindaco di una città medio-grande a diventare leghista e ad annunciarlo è proprio lui. “E’ per me un momento importantissimo – scrive in un post su facebook, il primo cittadino (ancora per poco) di Pontecagnano – è il momento di riflettere sul mio presente e futuro politico. Mi spingono, come sempre, l’emozione, la voglia di fare politica in uno spazio aperto che favorisca realmente il confronto, la democrazia, la partecipazione. Mi guidano la passione e il forte desiderio di dare un contributo forte e quotidiano. Di mettere, ancora una volta, a disposizione la mia storia, la mia cultura, la mia esperienza. Forza Italia rappresenta, o meglio ha rappresentato, una pagina bellissima e importantissima della mia vita. Ma senza dialogo e coinvolgimento per me diventa tutto più difficile.Diventa tutto più complicato quando si ha la consapevolezza di non sentirsi veramente a casa propria. Senza dialogo non può esserci entusiasmo. Non può esserci voglia di scrivere, insieme, il presente e il futuro – ha dichiarato Sica – si dice che “le cose belle prima o poi finiscono”. Per me finiscono quando qualcuno decide di farle finire. E ho la serenità di pensare che quel qualcuno non sono io. Lo dico con rammarico, ma senza rancore. Lo dico per amore di una chiarezza che da sempre, nel bene e nel male, mi contraddistingue. Ed è per questo che, pur guardando con attenzione, grande attenzione e anche emozione, ad un altro progetto politico, per adesso intendo dedicarmi soltanto alla mia città”. E non mancano le reazioni al caso. Gaetano Amatruda non la manda giù infatti: «Ernesto Sica con la Lega? Paghiamo gli errori di un gruppo dirigente chiuso e miope. Si difendono postazioni e non si costruisce nulla».

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