Enzo Luciano: sì a Di maio non serve quel m5stelle critico a tutti i costi

Scritto da , 29 Giugno 2022
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di Erika Noschese

Il Pd pronto ad aprire a nuove forze politiche, forte del successo ottenuto alle scorse elezioni amministrative, tanto in provincia di Salerno quanto – più in generale – a livello nazionale. A confermarlo il segretario provinciale Enzo Luciano che lascia aperta una porta a Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e a capo del neo movimento politico dopo l’addio al Movimento 5 Stelle. Segretario, il centrosinistra ha trionfato nei comuni al voto e il Pd si conferma il primo partito della coalizione… “Sì, i nostri elettori, i cittadini e le comunità hanno ritenuto di riconoscere un risultato importante al nostro schieramento, all’intera coalizione e – per quel che mi riguarda – al partito democratico. Questo è il segno che le proposte messe in campo, dagli uomini e dalle donne del nostro partito, erano effettivamente valide; in Italia, anche i ballottaggi hanno dato, in questo senso, un risultato importante soprattutto nei comuni strategici: è la rappresentazione plastica del fatto che le comunità confidano negli amministratori del partito democratico e del centrosinistra ma, a maggior ragione, nel salernitano la partita si è chiusa anche prima: a Nocera ed Agropoli, entrambi comuni superiori ai 15mila abitanti, il Pd aveva proposto candidati a sindaci, oltre ad una lista importante, la vittoria è giunta al primo turno e questa è la prova che il lavoro che, dirigenti del partito e amministratori locali così come simpatizzanti e tesserati, fanno sul territorio quotidianamente viene apprezzato. Sicuramente, il merito è della filiera istituzionale: Provincia di Salerno a guida Pd, Regione Campania con il governatore De Luca, il governo nazionale con i parlamentari Piero De Luca ed Eva Avossa così come i tanti amministratori locali tra sindaci, assessori e consiglieri e questo funziona; i nostri avversari politici la additano come qualcosa di negativo invece viene apprezzata. Per la filiera istituzionale, i livelli sovra comunali sono attenti, grazie all’intermediazione di amministratori, parlamentari e dei dirigenti di partito, interpretano e intercettano le esigenze dei territori e danno risposte concrete”. E’ di pochi giorni fa la nomina del commissario regionale Boccia, dopo le dimissioni di Leo Annunziata. Da dove bisognerebbe ripartire? “I due anni di pandemia hanno interrotto quel percorso che i nostri dirigenti di partito, me incluso, sono abituati a fare: ascoltare e vivere i territori ma l’emergenza sanitaria ha inevitabilmente interrotto questo percorso virtuoso che siamo abituati a fare. Dobbiamo partire da questo: nonostante i dati dei contagi è chiaro che la pandemia si sta evolvendo in maniera positiva, e noi dobbiamo tornare sui territori, incontrare le comunità, la nostra gente che potranno così avere la possibilità di rappresentarci i problemi e noi abbiamo il compito di dare delle risposte, per quanto nelle nostre competenze e possibilità. È un momento difficile, con le problematiche collegate alle guerra e i conseguenti disagi socio economico, il Pd deve essere portavoce, deve incaricarsi di queste problematiche e risolvere ma ciò avviene solo attraverso il dialogo; ben venga questa fase commissariale che porterà all’elezione di un nuovo segretario regionale che dovrà mettere a fattor comune tutte le risorse umane che ci sono sul territorio della provincia di Salerno, tra simpatizzanti, amici e tesserati, per far sì che il Pd possa essere individuato sempre più come partito capace di dare risposte e, dunque, individuare i problemi che affliggono le nostre comunità”. Scissione interna al Movimento 5 Stelle con l’addio di Luigi Di Maio. Nei giorni scorsi il governatore De Luca ha aperto al ministro e ha ribadito la necessità di un grande partito. Crede sia possibile? “Tutte le forze che puntano alla buona amministrazione sono ben accette all’intero di una coalizione di sinistra e centro sinistra; non chiudiamo le porte a nessuno purché siano amministratori bravi, capaci e competenti indipendentemente dal loro partito, che si chiami Movimento 5 Stelle o Insieme per il futuro, fondato da Di Maio. Sono ben accetti purché la loro finalità non sia quella che spesso ha avuto il M5S: critica a tutti i costi, demonizzazione della politica e dell’amministrazione; è una fase che può esserci nel momento in cui non si amministra ma quando ciò avviene non è pensabile perché si capisce come si lavora dall’interno: spesso ci si scontra con la burocrazia, con i tempi dell’amministrazione che spesso non corrisponde a quello dei tempi sui social, non sono i tempi della critica a tutti i costi bensì di chi tenta di rimboccarsi le maniche e dare risposte ai cittadini”. Italia Viva pronta a staccarsi dal Pd se dovesse esserci questa grande coalizione con “qualunquisti e populisti”, come ha detto il coordinatore provinciale Tommaso Pellegrino… “Io non credo ci siano soggetti politici che siano qualunquisti e populisti a tutti i costi ma, a seconda del periodo storico, possono interpretare il populismo e lo ha fatto il M5S della prima ora ma ci auguriamo che questa forza politica nuova, fondata da Di Maio, non lo sia perché ci sono amministratori e deputati che si sono staccati dal M5S e hanno avuto – in primis Di Maio – la possibilità di confrontarsi con le amministrazioni. Credo che, almeno questa parte, sia capace di ammettere che, in passato, dire no a tutto, demolire tutte le proposte politiche il loro errore. Ci sono stati attacchi, sbagliati, per una becera finalità elettorale e, facendolo in un determinato periodo storico, hanno ottenuto il consenso del popolo, poi persi perché i cittadini ragionano e votano la proposta migliore, convincente, di programmi e persone messe in campo e le nostre hanno sicuramente un retroterra amministrativo e umano di gran lunga superiore ad altre forze politiche”.

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