Emissioni non autorizzate, il Noe mette i sigilli alla Euro.Com. Denunciato il titolare

Scritto da , 12 febbraio 2015

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Guai all’orizzonte per Icilio Pierri e per la  sua “Euro.Com srl”: nella giornata di ieri, infatti, i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Salerno, timonati dal capitano Giuseppe Ambrosone, hanno eseguito l’ordinanza di sequestro ai danni dell’azienda di via Chiusa del Bosco, ritenuta colpevole di emissioni non autorizzate.

Il dottor Bruno de Filippis, GIP del Tribunale di Salerno, dopo meticolose analisi, ha predisposto il sequestro preventivo dell’arcinota “Organizzazione Produttori Agricoli Euro.com S.r.l”, che si occupa della produzione di conserve vegetali: a quel punto, gli uomini di Ambrosone, coordinati dal dottor Guglielmo Valenti, sostituto procuratore della sezione reati ambientali della Procura Salernitana, guidata dal procuratore capo, Corrado Lembo, sono giunti sul posto per porre i sigilli. O meglio, per rendere nota al titolare e ai suoi la futura apposizione dei sigilli sui cancelli della ditta: l’ordinanza, infatti, è di sequestro preventivo, ed è per questo che le consuete attività lavorative dell’impresa dei fratelli Pierri proseguiranno per altri trenta giorni.

Finocchi, meloni, rucole, carciofi, lattughini, spinaci, cavoli, sedano, scarola: la gamma degli ortaggi di cui si occupano i dipendenti dell’Euro.com è davvero incredibilmente vasta.

Le emissioni delle due distinte linee di lavorazione di cui dispone l’azienda, però, avvengono senza che lo stabilimento sia dotato della prescritta autorizzazione: Icilio Pierri, dunque, è finito sotto indagine per la violazione dell’articolo 279 del decreto legislativo 152 del 2006 (il cosiddetto Codice dell’Ambiente) che regolamenta il controverso campo delle emissioni atmosferiche e delle correlate autorizzazioni. Oltre all’ordinanza di sequestro, allora, al titolare della ditta battipagliese è stata presentata anche l’informazione di garanzia.

Gli accertamenti dei militari del N.O.E., poi, sono serviti a porre ulteriore legna sul braciere, e mai espressione fu più indicata: sul capo del rappresentante legale dell’azienda, infatti, pende anche l’accusa di violazione dell’articolo 20 in relazione all’articolo 16/2 del decreto legislativo 139 del 2006; l’Euro.com, in effetti, possiede due depositi di combustibile e di gasolio, il primo per uso agricolo e il secondo ad utilizzo industriale, ma, come per le autorizzazioni di emissione, alla ditta manca anche il necessario certificato di prevenzione per gli incendi.

L’intera superficie dell’impianto (oltre 6000 metri quadri), allora, è stata messa sotto sequestro preventivo a seguito di esplicita richiesta mossa dal pubblico ministero, desideroso di evitare il protrarsi o, addirittura, l’aggravarsi dell’atto illecito.

 

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