Emilio Toscano (Progetto Comune): “La città ha bisogno di interventi pianificati per evitare situazioni di emergenza”

Scritto da , 14 settembre 2016
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“Attestata ormai la lentezza e, certe volte, la incapacità di risolvere le cose che quotidianamente mettono in ginocchio la nostra città creando disagi e danni irreparabili – scrive il presidente di Progetto Comune -, sarebbe meglio quantomeno cercare di prevenirle”. Lo spunto è la continua situazione di emergenza che le strade della città di S. Alfonso vive in occasione delle prime piogge. “E la prevenzione passa attraverso la pianificazione anzi tempo degli interventi necessari. L’ avvento delle prime piogge, dopo l’estate scatena fenomeni di allagamento e di fuoriuscita di detriti di ogni genere sia sulle strade principali della città quali Via Cesarano e Via Striano che su quelle periferiche. E non ci crede più nessuno se continuiamo a dire che “ha piovuto tanto” o che “non ci aspettavamo che piovesse così tanto”. Sarebbe più ragionevole ed anche doveroso se si cominciasse a pensare di fare la giusta manutenzione, ad esempio, alla griglia di decantazione di via Amalfitana (Torretta) che sarà sicuramente otturata dall’ accumulo di sabbie depositatesi durante il periodo estivo o comunque “trascurata” da poca o inadeguata manutenzione nel tempo. Si eviterebbe così che un maleodorante ruscello di rifiuti, con la consistenza di una lava, percorresse tutta via Striano fino a sporcare ulteriormente anche le strade del centro città. Via Cesarano, invece, altro punto notoriamente critico della città, si eviterebbe che divenisse “Via Del Mare”, con conseguenti disagi per le attività che insistono in quella zona, molto spesso costrette anche alla chiusura. La pulizia di tombini e caditoie, così come la manutenzione delle vasche di decantazione, sono o meno servizi previsti nel capitolato di appalto? Cioè, diciamolo in altri termini: sono servizi che la gente paga e che quindi dovrebbero essere erogati con la dovuta frequenza?
Chissà se l’ ufficio tecnico preposto avrà pensato ad una pianificazione di tutto questo, scegliendo così per una santissima volta di evitare che a Pagani, quello che il mondo chiama inverno, si chiamerà di nuovo emergenza”.

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