Emilia Giordano lascia la Corte d’Appello per approdare alla Cassazione. Il ritratto

Scritto da , 25 settembre 2015

di Michelangelo Russo. L’ultimo acquisto su Salerno della Corte Suprema di Roma è il Consigliere Emilia Giordano. Arriva in Cassazione con il curriculum prezioso di magistrato che ha goduto di stima indiscussa per la qualità alta del suo lavoro e per le doti culturali che l’hanno fatta eleggere di recente nel consiglio nazionale di Magistratura Democratica. La militanza nella corrente di Sinistra delle toghe non le ha mai alienato le simpatie e il rispetto di tutti gli operatori del diritto di diverso orientamento. Dopo l’esordio in Calabria, la dr.ssa Giordano arrivò al Tribunale di Salerno nei primi anni ’90, alla terza sezione Penale presieduta da un ancora giovane Giovanni Pentagallo, in dirittura di arrivo, ormai, per la Presidenza del Tibunale di Salerno. La Giordano fu il giudice estensore della sentenza della Fondovalle Calore, il celebre processo che aprì la stagione della Tangentopoli Salernitana. Seguiranno innumerevoli sentenze di processi importanti nella storia del Palazzo di Giustizia, puntualmente riscontrate in conferme sostanziali dalle Corti d’Appello e dalla Cassazione. Ma accanto all’impegno istituzionale, la dr.ssa Giordano ha coltivato studi specialistici trasfusi in pregevoli pubblicazioni di testi, soprattutto in materia di violenza alle donne e all’infanzia. Già segretaria di M.D., la nostra concittadina (che è originaria di Vallo della Lucania) si è fatta apprezzare per il suo impegno umano nei rapporti tra cittadino e giustizia. Il suo calore, la sua passione civile, la sua visione critica del tempo contemporaneo, scevra da moralismi e ipocrisie, ne hanno fatto una sorta di icona tra i più sensibili nel mondo giudiziario, a partire dai più giovani tra i magistrati e gli avvocati. Il Palazzo di Giustizia di Salerno perde, come commentano alcuni tra i magistrati della vecchia guardia, un sicuro punto di equilibrio tra la regola fissa della norma e la realtà caleidoscopica del mondo contingente. Ne acquista in prestigio la Corte Suprema, che benificerà della vista di occhi non irrigiditi dalla Forma, ma acuti sul sondaggio e memori dell’umanità dell’Errore. Auguri, collega Giordano: sarà piacevole leggere qualcosa di nuovo nelle Massime della Cassazione, in linea con lo spirito liberale dei patrioti cilentani dell’ottocento. Perché Emilia è una carta vincente del pensiero giuridico moderno: tutto ciò che ha fatto è stato alieno da ogni sospetto di scandalo o di bizzaria, che sono le accuse correnti usate dal convenzionalismo giudiziario per le idee nuove e diverse. L’affetto vibrante dei colleghi e dell’intera avvocatura salernitana si è manifestata nel saluto collettivo di ieri, del tutto lontano dai lugubri cerimoniali che accompagnano di solito gli insediamenti e gli addii.

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