Emergenza Covid, ci sono troppe falle nel sistema sanitario campano

Scritto da , 25 Ottobre 2020
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di Erika Noschese

L’emergenza Coronavirus ha messo in risalto tutte le falle del sistema sanitario campano. Dall’inizio dell’emergenza ad oggi, infatti, si sprecano le denunce dei sindacati che chiedono ai direttori generali dell’Asl e delle aziende ospedaliere universitarie di intervenire in tempi rapidi. La difficoltà che ancora oggi si vive nei presidi ospedalieri di tutta la provincia di Salerno è sicuramente la mancanza di personale medico ed infermieristico. Ma non solo. Al Ruggi d’Aragona, infatti, si continua a discutere del concorso per il reclutamento di 160 infermieri che dovrebbe tenersi nei primi giorni del mese di novembre a Napoli. La Cisl Fp di Salerno, attraverso il segretario generale Pietro Antonacchio, infatti, continua a chiedere la sospensione del bando, senza alcun riscontro formale da parte della Direzione strategica dell’Aou di Salerno. Antonacchio, di fatti, nei giorni scorsi ha sollecitato, oltre al Direttore Generale dell’Aou Salerno anche il direttore generale Asl Napoli 1 Centro, il Prefetto di Napoli, il sindaco di Napoli, la Procura della Repubblica di Salerno e la Procura della Corte dei Conti Campania per allertarli sulla convocazione per le prove preselettive per 160 Cps infermiere presso il Teatro Palapartenope di Napoli. Il sindacalista, infatti, chiede di accertare la legittimità del concorso. “Questo atteggiamento della Direzione strategica dell’Aou di Salerno di ostinata indifferenza, ai rilievi di questa Os, oltre a violare i canoni di buon andamento e di imparzialità dell’azione amministrativa così da consentire una seduta concorsuale suppletiva per coloro che sono in questo momento in isolamento domiciliare o che hanno a qualsiasi titolo contratto il virus, aggravando e perpetrando uno sperpero di denaro pubblico, si traduce in un atteggiamento quantomeno colposo ovvero potenziale di voler cagionare un danno alla salute dei concorrenti alle prove preselettive”, ha dichiarato Antonacchio che chiede di fatti di attenersi alle ordinanze regionali e al dpcm Criticità a Roccadaspide In una nota inoltrata al Direttore del Dea Eboli/Battipaglia/Roccadaspide la Cisl Fp di Salerno ha notiziato sulla necessità, allo stato attuale ovvero nella terza fase dell’emergenza Sars2-Covid19, di poter promuovere una migliore gestione del rischio clinico all’interno della struttura del presidio ospedaliero di Roccadaspide. Nonostante la protezione civile abbia fornito al presidio una tendo struttura e l’impiego di due unità sanitarie (Infermiere e Oss) fornite dei relativi dispositivi e presidi, non risulta ben definito il percorso Covid. Nello specifico, evidenziando che non è presente, per le persone che accedono in pronto soccorso, una fase di valutazione preventiva, indispensabile al fine di orientare l’utenza verso il percorso Covid o non, creando così un elevato rischio di contagio. “Risulta relativamente poco sensato usare distanza, mascherine, igiene delle mani, rafforzamento di terapie sub intensive e pronto soccorso, se poi non vengono utilizzati e messi in atto appositi percorsi per sospetti casi Covid, convogliando tutti i pazienti in una unica sala di attesa all’arrivo in ospedale – afferma il Segretario Generale Antonacchio Pietro Segretario Generale della Cisl Fp di Salerno – Inoltre i lunghi tempi di risposta circa il processamento del tampone determinano una congestione dell’attività assistenziale a vario titolo con ricadute inevitabili sull’utenza per i disagi legati all’attesa della presa in carico assistenziale, poco confort e stress, alta probabilità di peggioramento delle condizioni cliniche e complicanze a breve, medio e lungo termine, nonché sull’organizzazione e gestione del personale sanitario e tecnico”. Il sindacalista chiede un percorso Covid idoneo ed efficiente, che non si sia inoltre adeguata ad acquisire apposita strumentazione diagnostica per velocizzare il processamento dei tamponi garantendo così il soddisfacimento dei Lea e riducendo l’impatto negativo sui vari processi. Tamponi molecolari a Sapri I delegati di Cisl Fp del presidio ospedaliero di Sapri Mega Nicolina e Gerardo Paradiso chiedono l’attivazione per quanto riguarda l’esecuzione dei tamponi molecolari nel nostro laboratorio analisi ed avere in questo modo un risultato veloce e diagnostico sulla patologia. “Nelle varie Unità Operative vi è una carenza atavica di personale che prosegue la propria attività grazie all’abnegazione per il lavoro ed il senso di responsabilità dei lavoratori e per tale motivo invitiamo la Direzione Sanitaria ad effettuare con urgenza alla Direzione Strategica aziendale una richiesta di personale sanitario”, hanno dichiarato, chiedendo rifornimenti costanti e non a singhiozzo di tutti i dispositivi personali per la sicurezza. Tra le richieste avanzate, inoltre, fare in modo che il personale per le pulizie e l’ausiliariato sia assegnato alle varie Unità Operative in modo definitivo senza farlo ruotare, in questo modo in caso di positività si eviterebbe di infettare tutto il personale dell’intera struttura; effettuare con cadenza quindicinale un prelievo ematico per la ricerca Sars Covid2 per tutto il personale del Po di Sapri e del Ds. 71; con l’avvicinarsi della stagione invernale eliminare le tendostrutture per i pazienti che afferiscono al Pronto Soccorso per sospetto Covid ormai vetuste e piene di fori e con i servizi igienici afferenti che emanano sgradevoli odori e richiedere moduli assistenziali con riscaldamento e servizi igienici integrati; completare urgentemente i lavori di adeguamento del pronto soccorso, come la stanza del codice verde senza un monitor e senza telecamere, la quale oltretutto non avendo una porta esterna non può garantire adeguati percorsi, costituendo un pericolo sia per i pazienti che per gli operatori sanitari stessi; organizzare percorsi per pazienti positivi al Covid e no-Covid, anche alla luce delle nuove disposizioni in merito alla chiusura delle attività ambulatoriali. “Qualora sia necessario attivare posti letto di terapia intensiva e degenza Covd, invitiamo la direzione sanitaria a confrontarsi ed interpellare le diverse organizzazioni sindacali per organizzare al meglio le varie azioni da mettere in campo”, hanno aggiunto infine.

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