Emergenza carceri: penalisti e detenuti protestano

Scritto da , 23 Novembre 2012
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Celle piccole e sovraffollate, carenza di assistenza sanitaria e nessun supporto psicologico: è culminata ieri la protesta della Camera penale Salernitana che ha indetto una quattro giorni di mobilitazione per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’emergenza delle strutture penitenziarie. Ieri i penalisti salernitani, capitanati dal presidente della Camera penale Silverio Sica e dai penalisti Emiliano Torre, Rosanna Carpentieri e Paolo Vocca, hanno incrociato le braccia, così come quelli delle altre camere penali italiane, astenendosi da ogni attività giudiziaria per puntare l’accento sulle condizioni in cui attualmente vivono i detenuti e per sollecitare il governo ad intervenire riducendo il sovraffollamento con misure immediate, modificando il sistema delle pene e rafforzando le misure alternative al carcere.
La protesta è andata in scena parallelamente a quella attuata presso la casa circondariale di Fuorni dove, da quattro giorni, i detenuti “si fanno sentire” battendo le sbarre e le inferriate delle loro celle con stoviglie di ferro per due volte al giorno.
«La nostra – ha spiegato l’avvocato e consigliere comunale Emiliano Torre che da 4 giorni è in sciopero della fame – è un’iniziativa che nasce con l’Unione Camere Penali italiane ed il Partito dei Radicali, finalizzata a chiedere una maggiore attenzione sulle politiche legate alla giustizia. A Salerno, così come in altre realtà italiane, la situazione è drammatica. Il nostro penitenziario – ha spiegato l’avvocato Emiliano Torre – è progettato per contenere 170 detenuti ma, di fatto, ve ne sono stipati fino a 250 con tutti i problemi che un numero così elevato comporta, compreso quelli legati al vitto. Per non parlare dell’assistenza sanitaria che è insufficiente a fronte di un numero così elevato di persone». L’emergenza del sistema penitenziario è quindi più che mai attuale a Salerno dove, però, la situazione potrebbe migliorare grazie all’istituzione del Garante per i diritti dei detenuti, un organo di garanzia che, in ambito penitenziario, ha funzioni di tutela delle persone private o limitate della libertà personale. «Lo scorso ottobre il consiglio comunale – spiega l’avvocato Torre che si è battuto proprio per la realizzazione del progetto – ha approvato all’unanimità la modifica dello statuto comunale che prevede l’istituzione del “garante dei detenuti. Il Comune ha preso spunto da Bologna e dal suo statuto comunale, tra i più avanzati in Europa per quanto concerne i diritti delle persona ed in particolare delle persone private della libertà personale”.
 Ma c’è di più: l’avvocato Torre si è adoperato anche per il progetto portato avanti dall’associazione “La vita dentro” che, vincitrice di un bando regionale ed europeo, intende porsi accanto ai detenuti e alle loro famiglie. Il progetto vede impegnati i volontari presso la struttura di Fuorni con interventi di supporto psicologico e di orientamento ma soprattutto con interventi di formazione lavoro finalizzata all’occupazione e al reinserimento sociale dei detenuti. «Attività di mediazione minore-genitore detenuto, attività di sostegno alle famiglie e alle donne, attività di costruzione di una rete territoriale forte sui temi della giustizia e del carcere sono ulteriori aspetti di una progettazione che è stata tra le più apprezzata non solo dall’Amministrazione Comunale che ha appoggiato e sposato in pieno il progetto, ma anche da quanti in regione Campania e in Europa hanno valutato il nostro intervento», ha concluso l’avvocato Torre.

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