Elezioni regionali, Arena nel mirino

Scritto da , 30 marzo 2017

di Pina Ferro

Elezioni regionali e gestione della campagna elettorale da nord a sud della provincia di Salerno. E’ questo il punto di partenza del pubblico ministero Giancarlo Russo della direzione distrettuale antimafia presso la Procura di Salerno che da qualche giorno ha cominciato a “convocare” alcuni soggetti politici e non, coinvolti, nell’organizzazione di incontri, serate varie, stampa e affissione di manifesti a favore di questo o quel candidato alle elezioni regionali del 2015. Gli avvisi, ad essere sentiti, sono stati notificati a più persone e tra questa settimana e la prossima cominceranno le audizioni. Sull’inchiesta, che pare sia ancora in fase embrionale vige il massimo riserbo da parte degli inquirenti Ma ovviamente, come succede in questi casi, c’è sempre qualcosa che trapela. Il magistrato sta cercando di districare tutti i nodi ed i dubbi. Al centro dell’inchiesta vi sarebbe la campagna elettorale di Salvatore Arena, candidato per Fratelli d’Italia ed oggi invece, vicino al centro sinistra dove ha aderito dopo la mancata elezione. Arena è anche parte del Cgs. L’inchiesta dell’antimafia mira a appurare se, durante la campagna elettorale che poi ha portato Vincenzo De Luca al vertice di Palazzo Santa Lucia, Salvatore Arena, oltre alle spese per cene, manifesti elettorali e serate varie abbia sborsato somme di denaro per “assicurarsi” qualche pacchetto di voti, fondamentali, per avere uno scranno al Consiglio Regionale. Si vagliano anche eventuali promesse elettorali. Nel mirino consiglieri comunali e provinciali e anche ex, e si sussurra anche qualche sindaco. In questo caso l’inchiesta è destinata ad allargarsi anche ad altri candidati. Prima di questa indagine un’altra tegola aveva colpito la campagna elettorale e sotto accusa era finita Monica Paolino, moglie dell’ex sindaco di Scafati Pasquale Aliberti. Dunque, tra i primi ad essere sentiti saranno coloro che hanno curato proprio la campagna elettorale di Arena nelle varie zone della provincia di Salerno ed in particolare nei Picentini. Si è giunti alle audizioni a seguito di una serie di intercettazioni telefoniche in possesso della Dda che farebbero pensare a regalìe in cambio di voti. Sarebbero almeno due gli indagati se non addirittura tre. Al vaglio anche gli incontri e i voti ricevuti nelle città in cui sarebbero stati stretti accordi para elettoral

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