E’ il grande giorno della Madonna del Carmine

Scritto da , 16 luglio 2018
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La Grande Musica dello storico Concerto bandistico “Città di Salerno”, diretto da Luca Gaeta, scioglierà l’amarezza per la deviazione della processione

 

Di OLGA CHIEFFI

San Bernardino chiamò in una delle sue vibranti prediche, la Madonna del Carmine “Plenipotenziaria” del Purgatorio, perché ha nelle sue mani tutte le grazie e i poteri per liberare dal Purgatorio chi vuole”. Domani sarà il giorno solenne dedicato alla Festa della Madonna del Carmine, si celebreranno Messe dalle 6.30, ogni ora, con un programma intensissimo che animerà l’intero Rione sino a tarda sera. La solenne processione avrà inizio alle ore 18.30 e sarà presieduta dal Rettore dell’Arciconfraternita Monsignor Benedetto D’Arminio e dal parroco della Chiesa dell’Immacolata, che seguirà il percorso deviato: partenza dal santuario di via Carmine, via Marino Paglia, piazza Filangieri, via Lorenzo Cavaliero, via Pio XI, piazza S. Francesco, saluto alla Parrocchia Maria SS. Immacolata. La processione attraverserà via Costantino l’Africano, sosta Clinica Tortorella, via Costantino l’Africano lato sud, piazza Casalbore, via Michele Conforti, via Nizza, via Fabio, via S. Giovanni Bosco, via Naccarella, via Francesco la Francesca, sosta Parrocchia Maria SS. del Carmine e S. Giovanni Bosco, via Musandino, via Paolo Vocca, via M. Iannicelli, sosta all’edicola votiva, via Gelso, piazza Sinno con sosta, via Carmine, piazza Mons. Bolognini. Rientro in Porta nuova Santuario Maria SS. del Carmine. Non ci sarà l’omaggio ai pazienti del vecchio nosocomio e non tutti gli anziani del Rione potranno godere della vista del trionfo della Madonna ma la musica, che anche quest’anno sarà firmata dallo Storico “Gran Concerto Bandistico” Città di Salerno diretto dal M° Luca Gaeta. Il grande repertorio marciabile allieverà il caldo e la fatica della lunga processione, quella sofferenza d’amore che è la caratteristica delle anime del Purgatorio protette dalla Madonna del Carmine. Alla fine della processione e del solenne pontificale la banda proporrà al pubblico una rassegna operistica affidata alle voci del soprano Elena Memoli e del tenore Salvatore De Crescenzo che attraverserà l’universo lirico italiano e francese. S’inizierà con la Sinfonia del Nabucco appartenente ad un Verdi che non si servì mai della tematica contingente per raggiungere il successo a scapito dei suoi incrollabili principi, estetici e creativi, quella pagina racchiudente il tema del “Va’ pensiero”, con l’irruenza della frase melodica, la purezza della melodia stessa, prima di fare un passo indietro con le l’aria più celebre, “Casta Diva”, con le sue modulazioni arpeggiate che passano per posizioni non stabili e si definiscono nella tonalità di Fa maggiore, per poi cedere la scena al flauto che rivelerà l’estetica musicale della scuola di fiati salernitana, stavolta nel flauto di Michele Barbarulo, il quale attraverso il cesello di ogni nota e intervallo lancerà il canto di Norma, che avrà la voce di Elena Memoli. Ed ecco quello “straordinario baccano da circo” come definiva Nietzsche l’inizio del preludio al primo atto di “Carmen” –quel contrasto così sorprendente quel doppio percorso sul quale si muoverà il lavoro: l’atmosfera brillante e la tragicità incombente, che sfocerà nel brano successivo l’Habanera, Sfida e Amore della bella sigaraia. Cambio di scena con lo struggente preludio della Traviata un flashback della vita di Violetta che ritroviamo Violetta nelle scene festose, del primo atto con il brindisi, in cui entrerà in scena il tenore Salvatore De Crescenzo, il quale si spoglierà del frac di Alfredo per indossare il cappello con piuma del Duca di Mantova e della sua sfrontata cavatina “La donna è mobile”. Elena Memoli eleverà la preghiera di Floria Tosca, il celeberrimo “Vissi d’arte” e la Turandot nel punto in cui la partitura esce allo scoperto, grondante di suoni, splendente di impasti ferrigni e luci adamantine, stellari, con l’acuto del “Nessun Dorma!”, che chiuderà la festa.

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